Amanda Knox piange in aula davanti
alle vittime di errori giudiziari

Amanda Knox piange
in aula davanti alle vittime
di errori giudiziari
Momento di commozione per Amanda Knox mentre al Festival di giustizia penale a Modena ha ascoltato gli interventi di Peter Pringle, irlandese che ha trascorso 14 anni nel braccio della morte accusato di un omicidio dal quale poi è stato scagionato, e di Angelo Massaro, tarantino assolto - e scarcerato - dopo una condanna per omicidio. Dal palco del Forum Monzani, Pringle e Massaro hanno portato le loro testimonianze. Amanda Knox, seduta in platea accanto al fidanzato Christopher Robinson, ha chiesto un fazzoletto e si è asciugata lacrime, visibilmente commossa.

Poi si è stretta in un abbraccio con Pringle al termine dell'intervento e ha scambiato qualche parola con Massaro. Questa mattina, infastidita, si era allontanata dal Forum per la ressa di fotografi. Domattina non potrà però sottrarsi ai riflettori: nel confronto sul 'processo penale mediatico', la 31enne di Seattle parlerà in prima persona e per la prima volta, pubblicamente, da quando è tornata in Italia.

Il lavoro presso il centro di studi criminologici di Viterbo e lo studio per conseguire la laurea dopo una triennale in Scienze Storiche: nei giorni in cui Amanda Knox, condannata insieme a Raffaele Sollecito e poi assolta definitivamente per l'omicidio di Meredith Kercher, è tornata in Italia per partecipare a un dibattito a Modena sul 'processo mediatico al cospetto dell'errore giudiziario', prosegue con questa routine quotidiana la vita carceraria di Rudy Guede, condannato a 16 anni di detenzione per aver concorso a quell'omicidio. «Rudy ultimamente ha collaborato a riordinare la biblioteca del centro presso cui svolge il tirocinio, è entusiasta delle attività che svolge e ha ottime recensioni da parte dei responsabili della struttura. Sul ritorno in Italia di Amanda non abbiamo nulla da dire, è una questione che non ha scaturito particolari riflessioni né a lui né a me», dice all'AdnKronos l'avvocato di Guede, Fabrizio Ballarini.

Non poteva essere diversamente. Il ritorno di Amanda Konx in Italia fa molto parlare e scatena sentimenti contrastanti. Soprattutto a Perugia, dove l'assassinio di Meredith Kercher la notte tra il primo e due novembre 2007 è ancora una ferita aperta. Assassinio dal quale, va sottolineato, Amanda e Raffaele Sollecito sono stati totalmente e definitivamente assolti dopo una lunga vicenda giudiziaria. «Metterei una pietra sopra quella vicenda. Io fossi in lei starei in silenzio, anche per rispetto di Meredith e dei suoi familiari. Le auguro di non sollevare troppo scalpore e non sfruttare la vicenda a livello economico e mediatico». Lo dice all'Adnkronos Claudio Pratillo Hellmann, che da presidente della Corte d'assise d'appello di Perugia assolse Amanda Knox e Raffaele Sollecito, commentando l'arrivo della giovane in Italia per il festival della giustizia penale di Modena. «Per me è tutto finito con quel processo. Umanamente posso essere contento: tornare in Italia per lei immagino significhi aver superato quel trauma psicologico. Detto ciò, il suo arrivo mi è indifferente. Ho la soddisfazione di aver contribuito ad aver salvato la vita di quelle persone».
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Venerdì 14 Giugno 2019, 16:18 - Ultimo aggiornamento: 14-06-2019 19:19

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