Stop al concerto per lo Iom
Musica spenta a mezzanotte

Stop al concerto per lo Iom
Musica spenta a mezzanotte
Fioccano le polemiche
ANCONA - Dal monte Conero al mare, da Posatora al Lazzaretto: è l’estate della movida silenziosa. La tragedia di Corinaldo ha segnato uno spartiacque nel by night. Stessi regolamenti dell’anno scorso, ma è cambiato il modo di interpretarli: non si sgarra più. Le leggi, ora, vengono applicate alla lettera, con un’attenzione che forse prima non era così accentuata. La conseguenza? Sicurezza e legalità sono al top e chi va a una festa o in discoteca può sentirsi al sicuro. Ma poi c’è il rovescio della medaglia, quello evidenziato dagli organizzatori che si dicono stritolati dalla burocrazia.

 

L’ultimo caso è scoppiato venerdì sera alla Mole dove era in programma la 70’s Pop Festival, un concerto di beneficenza con 11 band e incasso devoluto alla fondazione Iom Ancona Onlus che da 30 anni si prende cura dei pazienti oncologici. Ebbene, allo scoccare della mezzanotte, senza attendere un minuto di più, un dipendente comunale, incaricato della sicurezza, ha staccato l’impianto audio, lasciando accese solo le luci proprio quando la band di Leo Maculan, una delle più apprezzate nel panorama anconetano, stava per esibirsi. «Dispiace per il pubblico - ha commentato il tastierista Ricky Burattini -. Non so da chi è dipeso, ma è grottesco: mai mi era stata staccata la corrente mentre suono, neppure nei locali di quarta categoria». 

Lo impone il regolamento comunale sui decibel: stop tassativo alla musica a mezzanotte. A quel punto il pubblico, su invito della band, si è messo a cantare Battisti “a cappella”, col solo accompagnamento della batteria. All’indomani, apriti cielo. «Su questo fatto, che se fosse confermato nella sua dinamica sarebbe grave e insensato, interrogherò l’amministrazione durante il consiglio comunale di venerdì», ha annunciato il consigliere Francesco Rubini (Altra Idea di Città), anche perché «dall’altra parte del porto per lo Street Food Festival la musica è stata tenuta accesa ben oltre l’una». Immediata la replica dell’assessore alla Cultura, Paolo Marasca: «Tutti gli organizzatori sanno da anni che i concerti nella Corte della Mole devono tassativamente terminare a mezzanotte con una tolleranza minima, di 10/15 minuti. E’ la prassi che si segue da 10 anni. Naturalmente possono richiedere deroghe agli uffici competenti, si tratta di una pratica semplice. Ma per i concerti alla Mole, visto il loro impatto acustico, si preferisce di solito farli terminare all’ora prevista dal regolamento. Tutti i locali della città lo seguono, è ovvio che lo faccia la Corte interna di un edificio pubblico».

Per Marasca la colpa è degli organizzatori. «Ci dispiace moltissimo che non abbiano gestito la scaletta dell’evento entro i tempi che conoscevano, ma questo non è dipeso in alcun modo dal Comune. Sono costretto a stigmatizzare il comportamento di alcune persone che si occupavano dello show, che hanno letteralmente aggredito il personale presente, insultandolo. Ricordo, peraltro, che questo concerto era sostenuto dall’Amministrazione comunale con la messa a disposizione di personale (insultato), responsabile della sicurezza (insultato), addetti alla sicurezza del palco e di un contributo economico. Non c’è alcuna chiusura nei confronti di deroghe specifiche, ma in assenza di queste, se il Comune non rispetta le regole, come potrebbe farle rispettare?». Nell’estate della tolleranza zero succede anche che gli eventi saltino del tutto. Come il Sangria Party in programma il 31 maggio al Posa Bar, divenuto da un giorno all’altro No-Party per questioni burocratiche: un conto è l’accompagnamento musicale durante una cena, un altro il dj-set che i gestori del bar avevano in mente di allestire per il quale servivano autorizzazioni e security. Alla fine hanno rinunciato. 

Qualcosa di simile è accaduto al Marche Pride della scorsa settimana, che sarebbe dovuto culminare con un party in spiaggia a Palombina, annullato all’ultimo per ragioni normative. E niente musica all’aperto al porto antico: servivano scialuppe di salvataggio e security in mare. Non si farà la tradizionale Festa della birra in programma dall’11 al 14 luglio a Torrette: «Quest’anno - spiegano gli organizzatori - il Comune ci ha chiesto di indicare il numero dei partecipanti e allestire un servizi d’ordine con squadre antincendio: troppi costi». Ma il caso più clamoroso è scoppiato a Sirolo, dove il nuovo sindaco Filippo Moschella ha revocato, a 48 ore dall’evento, l’autorizzazione che la giunta precedente a maggio aveva rilasciato agli organizzatori del party di apertura al Conero Golf Club. «Mancava il parere della commissione di vigilanza», ha spiegato il primo cittadino.
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Domenica 16 Giugno 2019, 07:10 - Ultimo aggiornamento: 16-06-2019 07:10

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