Post contro la maestra, il papà a processo per diffamazione aggravata

Post contro la maestra, il papà a processo per diffamazione aggravata
​Post contro la maestra, il papà a processo per diffamazione aggravata
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Sabato 27 Febbraio 2021, 07:40

MONTE SAN VITO  - «Un’insegnante che anziché spronare i bambini a fare di meglio, anziché incentivarli allo studio, non perde occasione per mortificarli», «una persona che si permette di dire frasi come “vi spacco la testa”», «una persona che non dovrebbe rovinare un’altra generazione», «faccio appello a chi ha a cuore il futuro dei propri figli», «cari genitori, fate attenzione».

Sono gli stralci del lungo messaggio social che la sera del 15 febbraio 2017 era apparso sul gruppo Facebook “Monte San Vito –An” che, ad oggi, conta quasi 2mila iscritti. A scrivere il post, poi rimosso, era stato un 51enne jesino che ora deve fare i conti con un procedimento penale: è finito a giudizio per diffamazione aggravata dopo la denuncia sporta dalla donna che, all’epoca dell’episodio contestato, insegnava alla figlia, frequentante la quinta elementare nell’istituto comprensivo di Monte San Vito.

La docente, 55 anni, si è costituita parte civile con l’avvocato Marco Subiaco. L’imputato è difeso dal legale Simona Cognini. Ieri, il dibattimento è entrato nel vivo davanti al giudice Luca Zampetti con le prime testimonianze. A sfilare in aula, sono state alcune insegnanti dell’istituto comprensivo che, prima dalla diretta interessata, si erano accorte della pubblicazione social del 50enne. Un post «dal contenuto offensivo» dove non veniva mai citato espressamente il nome della docente, ma «in cui c’erano delle considerazioni sul suo percorso scolastico (il trasferimento da una scuola all’altra, ndr) ben precise» tali da far pensare che l’invettiva fosse proprio rivolta alla parte civile. Proprio sulla riconoscibilità della 55enne si è dibattuto nel corso dell’udienza di ieri: il post ha reso individuabile l’insegnante, ipotizzando la diffamazione? Per la difesa assolutamente no. Di tutt’altro avviso la parte civile che ha rimarcato anche sull’ampio bacino d’utenza del gruppo Facebook. Prossima udienza fissata per il 2 aprile. 

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