Pochi medici per il servizio Potes: in ambulanza resta l’infermiere

Pochi medici per il servizio Potes: in ambulanza resta l infermiere
Pochi medici per il servizio Potes: in ambulanza resta l’infermiere
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Lunedì 23 Maggio 2022, 22:02

ANCONA  - I primi problemi nella copertura dei turni erano emersi le scorse settimane ma ora la situazione alla Potes di Torrette è peggiorata. Causa mancanza di medici nell’ultima settimana, nelle ore notturne l’unica Potes con medico in servizio è quella del crass mentre l’automedica di Torrette copre il turno con il solo infermiere a bordo oltre all’autista.

 


Un problema confermato anche dal dottor Mario Giusti neoprimario della Centrale operativa del 118 di Ancona:: «Il problema è a livello nazionale e in tal senso è la politica che deve dare le risposte negli ambiti territoriali. Per quello che riguarda la zona di Ancona la criticità più importante è senza dubbio quella di Torrette dove il turno di notte spesso viene coperto dal solo infermiere a bordo dell’automedica. Altri problemi li abbiamo ad Arcevia ma in questo caso il numero dei servizi svolti non è paragonabile a quello di Ancona ma non per questo la situazione deve essere sottovalutata.

Al momento per far fronte a questa situazione abbiamo deciso di lasciare scoperto il turno di notte dove la casistica ci dice che i servizi calano e i tempi di ospedalizzazione dei pazienti diminuiscono in modo sensibile in quanto dopo una certa ora non c’è traffico e questo implica maggior movimento alle ambulanze. Per il momento non ci sono problemi invece per il medico a bordo nei turni alla mattina e al pomeriggio».

Tra ferie permessi e malattia, ogni Potes avrebbe avere una base minima di 5 medici. Attualmente Osimo Falconara e la postazione del Crass ne hanno 4 a testa, 2 invece quelli rimasti a Torrette. Alcuni di questi medici, in particolare quelli di lungo corso, sono dipendenti ospedalieri, gli altri sono in convenzione.


Di certo la figura del medico che presta servizio in ambulanza non attira più di tanto le nuove leve. Pesano le retribuzioni (non allettanti) i fattori di rischio e le possibilità di carriera ritenute limitate. Così tanti neo laureati preferiscono evitare questo tipo di incarico. Alcune regioni hanno aperto le portiere dell’automedica ai specializzati in anestesia e rianimazione ma non sempre c’è la disponibilità di questi medici ad uscire dai reparti . Alcune aziende sanitarie invece hanno appaltato il servizio alle cooperative compreso quello del 118 e la copertura dei turni in pronto soccorso.

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