Losanna, Tamberi è 5°, con 2,24: «Ma tanti italiani sono venuti per me». E ora Desalu e gli altri ori di Tokyo

Mercoledì 25 Agosto 2021 di Vanni Zagnoli
Il salto di Gianmarco Tamberi

Gianmarco Tamberi vince anche quando perde. A Losanna non va oltre il 2,24, sbaglia un tentativo a 2,27 e due a 2,30, a bordo piazza c’è il padre Marco, abbronzatissimo. Si alzano assieme per seguire i salti errati ai replay.

La piazza centrale della località svizzera sede del Cio per qualche ora è una pedana (rialzata) di salto in alto, con una tribuna vip, si va oltre i 1500 spettatori ipotizzati. Qui un anno fa Duplantis mancò il record del mondo dell’asta, la musica è incessante e gasa il campione olimpico, lo speaker è un habituè dei meeting della Diamond league in zona. 

Il campione olimpico è alla prima uscita con l’oro al collo, si esibisce con le pacche alle spalle degli avversari, finirà con il restare per un’ora a far selfie con ogni tifoso e a fermarsi con tutti i giornalisti.

Della serata di Tokyo manca solo Mutaz Barshim, che domani a Doha sarà ricevuto dell’emiro del Qatar. Il bielorusso Nedasekau è stato bronzo, in Giappone, evita i 2,12 d’ingresso e uscirà alla quota successiva, senza misura. “Gimbo è unico - ci racconta alla fine -, per tutto quanto ha passato dall’infortunio prima di Rio”. Il manager riflette sulle prospettive olimpiche del campione marchigiano: “Per Parigi dovrebbe tenere, avrà 32 anni, per Los Angeles è quasi impossibile, nella storia del salto in alto non ci sono campioni di 36, potrà continuare a gareggiare ma difficilmente per l’oro”.

A 2.20 esce Thomas (Bahamas), Tamberi e l’elvetico Gasch saltano al primo tentativo i 2,24, gli altri 6 vanno a 2,27. Quota che il nostro campione sbaglia. Passa ai 2,30, chiede al deejay di fermare la musica, ottiene che tutto il pubblico seduto si alzi e ritmi l’applauso, non basta. Resta quinto e inscena lo show di sempre, il salto della morte sulla materassina e inchini, ringrazia di cuore. Vince il russo Ivanyuk, con 2,30. Gianmarco torna martedì, in Trentino, a Rovereto: “Dopo Tokyo avevo pensato di staccare, avendo raggiunto il massimo, peraltro mi sarebbe sembrato irrispettoso non gareggiare, per l’affetto di tanta gente. E’ stato bella vederla ordinata, distanziata e con mascherina. A decine sono arrivati anche dall’Italia per una foto. Dopo un oro del genere neanche si dorme la notte, per un mese intero, sarà importante restituire l’amore che ho avuto dai tifosi, in questi anni”.

Domani sera allo stadio della Pontaise il resto della tappa di Diamond, con diretta su Skysport action e in streaming su Now.

L’oro olimpico della 4x100 Esoisa Desalu farà i 200, con gli americani Bednarek e Kerley, il canadese Brown e il bahamense Gardiner, oro sui 400 metri. E’ da podio Zane Weir, 5° a Tokyo, si allena con Paolo Dal Soglio, ha buone sensazioni anche Gaia Sabbatini, sui 1500.

Dalla mattinata c’è stata la passerella dei campioni e medagliati olimpici in gara domani, qualche frase selezionata. 

Elaine Thompson: “Florence Griffith è il mio mito. Non conosco, invece, Marcell Jacobs”. Insomma fra i due ori dei 100 non ci sono mai stati contatti.

Shelly Ann Fraser: “Preferisco il caldo della Giamaica al fresco elvetico. Jacobs è stato grande, a Tokyo, e nelle mie due medaglie c’è stato anche il lavoro fatto l’anno scorso in Friuli, a Lignano Sabbiadoro”.

Il campione dei 10mila Selemon Barega, etiope: “Mi ispiro a Kenenisa Bekele, vorrei imitare la sua carriera”.

Jacobs Ingebrigtsen, oro sui 1500: “Dai due fratelli maggiori ho imparato la mentalità”.

La primatista del salto triplo Julimar Rojas: “E’ determinante allenarsi con Ivan Pedroso. Vorrei conoscere Inessa Kravets, il suo record durava da 25 anni, esattamente la mia età, vorrei condividere con lei la gioia. Il Venezuela non è in una buona situazione, l’oro vale anche per il mio Paese”.

Oro e primato sui 400 ostacoli per Warholm: “In Norvegia è cresciuta molto l’attenzione per l’atletica, grazie a me e a Jacob Ingebrigtsen. La grandezza di Edwin Moses: nessuno lo può copiare, lui sostiene che con la tecnica attuale mi batterebbe, io dico che è stato fortunato a non avermi come avversario”.

Mondo Duplantis, 20 anni, potrebbe reggere sino al 2032, a Brisbane: “Altre tre olimpiadi? Iniziamo con il vincerne un’altra”. 

L’americano Sam Kendrics è stato escluso alla vigilia di Rio per il covid, è il più entusiasta, in conferenza. “Come Mondo, sono figlio d’arte”.

Il podio di Tokyo nell’atletica femminile, nel salto in alto. Maria Lasitskene: “Non penso al record del mondo, faccio solo il mio lavoro. Guardo me stessa, seguo il coach. Non voglio pensare all’esclusione della bandiera russa all’olimpiade, credo che ne disputerò solo un’altra. La mia Italia sono il buon cibo e Alessia Trost, avversaria fiera”.

Jaroslava Mahucich, bronzo, ucraina di 19 anni: “Avevo Blanka Vlasic e anche Maria Lasitskene, come modelli, quando ero giovane”. Lei e l’australiana McDermott: “Tamberi ha fatto bene a condividere il suo oro con Barshim, sono amici da una vita”. 

E l’uomo più forte del mondo, in atletica leggera, il primatista Ryan Crouser, ricorda persino Alessandro Andrei: “Ho visto i filmati, di quell’oro a Los Angeles ’84. Anche lui resta nella galleria dei grandi”.


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