#IoApro, Carriera e compagna a processo per diffamazione alle forze dell'ordine: chiesti 84mila euro

#IoApro, Carriera e compagna a processo per diffamazione alle forze dell'ordine: chiesti 84mila euro
#IoApro, Carriera e compagna a processo per diffamazione alle forze dell'ordine: chiesti 84mila euro
di Thomas Delbianco
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Sabato 2 Luglio 2022, 07:40 - Ultimo aggiornamento: 3 Luglio, 17:30

PESARO - Processo Carriera, il commissario Badioli e i sindacati di polizia chiedono un risarcimento di 84 mila euro. «Massimo rispetto delle forze dell’ordine, ma quel giorno hanno esagerato», dice il ristoratore. 

In aula

Si è aperto ieri mattina presso il Tribunale di Pesaro il processo di primo grado contro Umberto Carriera, leader del Movimento “IoApro” e la compagna Clarissa Rosselli. I fatti risalgono al 15 gennaio 2021, quando Carriera aveva aperto il suo ristorante “La Grande Bellezza” di Mombaroccio, per protesta contro le limitazioni anticovid. L’episodio al centro del processo è il fatto che Carriera aveva filmato, insieme alla sua compagna, l’ingresso degli agenti di polizia, diffondendo le immagini sui social e scatenando reazioni degli utenti on line. Il ristoratore è stato denunciato dal capo delle Volanti della Questura di Pesaro Urbino Paolo Badioli, che si è costituito parte civile, insieme ai sindacati di polizia Fsp, Silp-Cgil, Siulp, richieste ammesse dal giudice Andrea Piersantelli. I due imputati sono accusati di diffamazione con l’aggravante di fatto commesso contro il pubblico ufficiale e diffusione di un video o audio carpito in maniera fraudolenta. 
«Noi riteniamo che non sussistano i presupposti per la configurazione di questi due reati e in aula lo dimostreremo», dice l’avvocato Federico Bertuccioli, legale di Carriera. Il processo è stato aggiornato al 10 ottobre con l’udienza per il conferimento dell’incarico peritale per la copia forense del cellulare della compagna di Carriera, richiesta dall’avvocato Bertuccioli, con il quale la sera del 15 gennaio 2021 sono stati filmati i poliziotti. «Nei capi d’imputazione viene specificato che riproducevano parzialmente i momenti dell’intervento, selezionati attraverso il montaggio di frazioni di registrazione - sottolinea l’avvocato Bertuccioli - Per noi è importante far luce su questo aspetto e accertare che il video all’interno del telefonino sia lo stesso che è stato pubblicato». Il 5 dicembre è stata fissata l’udienza di prosecuzione per l’esame dei test del pm. L’avvocato Carlo Rampino, legale del commissario Badioli, si riserverà di nominare, nell’udienza del 10 ottobre, un proprio perito che assisterà all’estrazione forense del video. «Un video lo abbiamo già depositato», ricorda Rampino, che aggiunge: «Chiediamo un risarcimento di 21 mila euro, siamo andati sulla base dei criteri oggettivi dell’Osservatorio di Milano». Medesima richiesta di risarcimento è stata avanzata anche dall’avvocato Andrea La Torraca, legale dei sindacati di polizia, per ognuna delle tre sigle sindacali. In totale, quindi, “battono cassa” per 84 mila euro. Nella lista dei testimoni della difesa c’è anche l’onorevole Vittorio Sgarbi. 

La difesa

«E’ il primo atto - commenta Carriera all’uscita dal Tribunale - da parte mia c’è e c’è sempre stato massimo rispetto per le forze dell’ordine. Credo che quel 15 gennaio abbiano esagerato, 4 posti di blocco per arrivare al mio ristorante, 20 agenti che fanno irruzione a cena finita, per un ristorante vuoto. Mi è sembrata un’esagerazione, ho ritenuto opportuno filmare quello che è accaduto. E senza dimenticare che lo stesso tribunale ha annullato le multe relative a quella cena. Pubblicato il video, i cittadini hanno commentato quello che è accaduto, ma io in questo non ho alcuna responsabilità». 

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