Trasporto pubblico in ginocchio tra calo passeggeri e caro prezzi

Martedì 25 Gennaio 2022

LA GRANDE CRISI
PESARO Il caro materie prime e il costo dell'energia, mette a dura prova anche il trasporto pubblico locale. Il prezzo del gasolio è ormai triplicato. Più in generale, il rialzo del metano e del Diesel per tutte le aziende di trasporto merci o persone, preoccupa e aggrava il peso dei costi sul proprio bilancio. Una situazione, da cui si può uscire solo con la previsione di ristori e misure nazionali, come rimarcano anche le associazioni di categoria a tutela del settore.
Le preoccupazioni
Dalla società di trasporto pubblico locale Amibus, Massimo Benedetti (direttore generale) e Lara Ottaviani (presidente) si dicono fortemente preoccupati. Altre imprese poi private o consorziate, come ricordano Gilberto Gasparoni e Luca Bocchino per Confartigianato trasporti, sono in affanno, in attesa di provvedimenti regionali e nazionali. Il caso: le avvisaglie c'erano tutte da mesi ma gli aumenti, in questo gennaio, hanno raggiunto ormai livelli preoccupanti anche per la gestione e le economie della nostra società di trasporto. Tutto, acuito dal recente calo di utenza e del flusso scolastico con l'introduzione del Green pass per salire a bordo oltre alle carenze di personale conducente, decimato dalle quarantene. Se queste sono le condizioni il rischio è un disavanzo economico, che potrebbe crearsi per le aziende di servizio del trasporto pubblico e loro consorziate. Ma le ricadute della pandemia non sono l'unico problema del settore. Tutto è partito già da alcuni mesi, quando con l'aumento del costo del gasolio che continua, la variabile dei prezzi alla fonte, registra una crescita esponenziale. A seguire incide poi il costo del personale per una società come Amibus, che si trova a fare i conti con flussi di passeggeri al ribasso e il conseguente taglio o meglio un funzionamento a corrente alternata di linee urbane ed extraurbane.
I numeri
«Stiamo parlando di un rincaro del costo del gasolio al litro partito da luglio e che non si è mai arrestato entra nel merito Lara Ottaviani, presidente della società Amibus. Non compensa gli sforzi sostenuti, neppure un minimo rallentamento nella crescita del prezzo, registrato nelle ultime settimane. Questo ha inciso e sta ancora incedendo per noi società consortile nell'ordine di un 15-20 per cento in più da luglio ad oggi, e con un peso forte sui nostri costi di gestione». La preoccupazione resta ora per la negoziazione delle prossime forniture da parte delle aziende di trasporto, soprattutto per quella fetta di mezzi a metano e green con un costo, che pare sia a valori dieci volte superiori. Difficile trovare l'equilibrio dei conti, se consideriamo poi che Amibus proprio per l'anno in corso aveva già programmato un rinnovo importante del proprio parco mezzi con l'arrivo di 40 nuovi bus, anche a basso impatto ambientale su tutta la provincia. Un investimento che rischia in mancanza di misure a sostegno, di non riuscire a coprire il costo dell'energia. L'allarme: Confartigianato trasporti scatta una fotografia preoccupante per medie o più piccole imprese del trasporto, siano consorziate o legate al settore della consegna merci e prodotti di consumo.
La trappola
«Dai bus del trasporto persone ai corrieri per il trasporto merci osserva Luca Bocchino, referente dell'associazione per la nostra provincia tutti gli imprenditori o gestori del settore autotrasporto, si trovano schiacciati fra prezzi imposti dall'Autorità nazionale da una parte e aumenti dei costi dall'altra. In numeri, le aziende e società del territorio lamentano in questo momento un rincaro del prezzo del gasolio-diesel del 30%. Praticamente si è triplicato, arrivando in questo momento a sfiorare un range intorno a 1 euro e 70 centesimi al litro mentre la benzina in media viaggia già intorno a 1 euro e 75. Ironia della sorte, chi invece, e magari da anni ha investito sul metano liquido o gassoso, si trova a dover fare i conti con aumenti ancor più pesanti.
Gli aumenti
«Il metano è passato da un range di 0,90 centesimi al chilo agli attuali 2 euro e 30 centesimi per il gassoso, e in alcuni casi a 2 euro e 70 centesimi al chilo per il metano liquido. Una situazione che si ripercuote anche su veicoli Euro 6, immatricolati nel 2015, sulle imprese di trasporto merci, oltre al trasporto pubblico, che in alcuni casi ha acquisito anche bus a metano a più basso impatto ambientale per le tratte del trasporto urbano. Già prima di fine 2021, i prezzi delle varie tipologie di carburante erano aumentanti non permettendo a numerosi operatori di adeguarsi e assorbire gli aumenti. Si chiede ora alla Regione di prendere a cuore il problema ma soprattutto misure nazionali, inserite nell'ultimo Decreto Ristori, tali da ammortizzare con dei rimborsi, i maggiori costi subiti dalle nostre imprese».
Letizia Francesconi
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