Task force infermieri nelle farmacie contro l'ingorgo dei tamponi

Giovedì 14 Ottobre 2021

IL GREEN PASS
PESARO La questione disponibilità dei tamponi diventa il principale nodo da risolvere in provincia di Pesaro. Domani scatta il decreto per cui è necessario avere il Green pass per presentarsi nei luoghi di lavoro. I sindacati unitari di Cgil, Cisl e Uili e Confindustria avevano sollevato il problema in maniera esplicita: «C'è un problema oggettivo del notevole disequilibrio tra necessità di tamponi e offerta di tamponi, che stante le regole attuali dovranno essere svolti il lunedì il mercoledì e venerdì mattina, (consapevoli delle ulteriori difficoltà del numero di tamponi del fine settimana)».
Occupati e disoccupati
Ieri un summit in Prefettura a cui hanno partecipato anche Asur, Area Vasta 1, l'assessore Regionale al Lavoro Stefano Aguzzi, Confindustria, Cgil, Cisl e Uil. «La prima evidenza è che il problema è stato condiviso da tutti spiega Maurizio Andreolini, segretario Cisl Pesaro Urbino al termine della riunione l'Asur ha sottolineato come in provincia di Pesaro ci siano 43 mila persone non vaccinate in fascia lavorativa. È chiaro che alcuni sono disoccupati e altri non sono in cerca di lavoro. Ma è stato calcolato che i lavoratori sono 15 mila circa senza Green pass. Persone che dovranno fare il tampone e rischieranno di intasare il sistema perché non ci sono abbastanza punti per eseguire i test. Un problema serio e sentito. Quindi ora l'obiettivo è potenziare l'offerta di tamponi. Come? La proposta è quella di utilizzare infermieri Asur in regime di intramoenia. Su base volontaria il personale potrà recarsi nelle farmacie ed effettuare tamponi, pagati dalle farmacie stesse». C'è però un nodo. «Occorre fare un passaggio in Regione e l'assessore Aguzzi si è impegnato per parlarne con il collega Saltamartini e avere il via libera. Il tempo stringe, dovremo essere rapidissimi altrimenti qualcuno potrebbe restare fuori». L'obiettivo è dunque aumentare la potenzialità soprattutto lunedì, mercoledì e venerdì perché i tamponi hanno validità 48 ore. Ma ci sarà anche un elenco di farmacie che si adopereranno anche la domenica. L'assessore Aguzzi ha precisato: «E' stata una presa d'atto della situazione rispetto al numero dei non vaccinati. Ci troveremo sicuramente di fronte a un problema pratico: ci saranno disguidi e disfunzioni. Le persone vogliono lavorare ma le farmacie saranno in grado di fare questi tamponi due-tre volte alla settimana? Qualche dipendente potrebbe presentarsi in ditta senza essere riuscito a fare il tampone. Abbiamo avuto la disponibilità dell'Asur a concedere personale fuori dall'orario di lavoro nelle farmacie private. Ma dovranno essere le farmacie a pagare, vediamo se riusciranno a sostenere i costi». La situazione è molto fluida, a poche ore dall'inizio del decreto. «C'è stata anche la disponibilità di Confindustria per convenzioni con laboratori privati dentro le aziende e aumentare quindi la capacità di test». Ultimo dato, il via libera dopo i test.
Il sistema informatico
«Il sistema informatico potrebbe sovraccaricarsi e il lavoratore ricevere il risultato qualche ora dopo, per questo toccherà ai farmacisti evadere il test negativo in forma cartacea così da consentire subito ai dipendenti di poter accedere ai luoghi di lavoro. Ci sarà quindi un altro passaggio con Asur e Farmacie per dirimere tutte le questioni» chiude Andreolini.
Luigi Benelli
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