LA RIPARTENZA
ASCOLI Negozio d'abbigliamento, saracinesche rialzate già

Martedì 30 Giugno 2020
LA RIPARTENZA
ASCOLI Negozio d'abbigliamento, saracinesche rialzate già da qualche settimana ma l'affluenza è ancora bassa. Le persone in giro sono poche perché la paura di contrarre il virus è tanta come spiega Roberta Caposciutti dei punti vendita Colli negozi, Colli Poi e Gallo a San Benedetto: «Riceviamo tante telefonate da parte dei nostri clienti abituali, di una certa fascia di età, che fanno fatica ad uscire di casa perché hanno paura dei contagi. Noi abbiamo seguito dei seminari specifici anche per quanto riguarda la sanificazione dei capi una volta provati. Si entra con la mascherina, che noi mettiamo anche a disposizione, ma non tutti la vogliono indossare. Prima della riapertura abbiamo provveduto a sanificare i locali. L'affluenza al momento è ancora poca. E vendendo capi importanti abbiamo evitato la vendita online perché comunque le persone preferiscono venire in negozio, vederli e provarli».
Liquidazione totale
Rosanna Pulcini di Rosanna bimbo uomo donna a San Benedetto subito dopo il lockdown ha deciso di puntare sulla liquidazione totale per chiusura attività «Con la riapertura inizialmente ho riscontrato un'affluenza da parte dei clienti abituali grazie alla liquidazione totale, con sconti fino al 70%, sulla merce primavere estate e autunno inverno. Ma per il resto non si vedono turisti, speriamo nel mese di luglio».
Negozianti alle prese con la sanificazione dei locali e dei capi provati dai clienti.
La sanificazione
«Il punto vendita afferma Giuseppe Leoni, del negozio di abbigliamento Ego ad Ascoli -viene santificato due volte giorno con prodotti specifici, all'apertura mattutina e pomeridiana. I capi provati dai clienti vengono sanificati con macchina a vapore ad ogni prova nella pausa pranzo: procedura laboriosa ma indispensabile per la serenità dei nostri clienti. Ora la situazione sembra migliorata, ma le vendite ancora stentano a raggiungere i livelli dello scorso anno». Arianna Trillini, titolare della ditta Wudawu ad Ascoli, che produce borse e zaini sartoriali con vendita diretta è tra coloro che hanno riconvertito la produzione realizzando mascherine di protezione individuale, continuando pertanto l'operatività e potenziando il sito. «Abbiamo ricevuto ordini online, ma solo per le mascherine: l'obbligo di risiedere a casa non ha certo incentivato altri acquisti, soprattutto per i prodotti no logo come i nostri che hanno tempi molto lunghi per acquisire notorietà tra i potenziali clienti del web. Nei primi giorni di riapertura abbiamo assistito ad un certo entusiasmo che però non si è protratto a lungo». Incassi in calo del 70% nei punti vendita, ma bene l'online per Lara Acquaroli del negozio Acquaroli Camicie presente a Pagliare, San Benedetto, Civitanova Marche e Senigallia. «Online abbiamo triplicato gli ordini dello stesso periodo dell'anno precedente, inoltre abbiamo istituito un numero WhatsApp per consegna a domicilio. I clienti che già conoscevano il marchio e la loro taglia, hanno chiesto di esaminare la merce tramite videochiamate e sono passati in negozio solo per il ritiro dei capi. Con la riapertura notiamo che c'è meno affluenza e la clientela è distribuita in maniera diversa durante la settimana: mentre prima si concentrano durante il fine settimana, ora preferiscono fare acquisti durante la settimana». Andrea Loggi di Loggi Calzature a San Benedetto afferma: «Vedere il mio sforzo e quello di due generazioni familiari messo in discussione da una minaccia sconosciuta è stato avvilente. Ma abbiamo reagito potenziando la nostra presenza online e la personalizzazione delle calzature realizzate a mano da mio padre, secondo i dettami tramandati da mio nonno, artigiano calzolaio, ci hanno permesso di ammortizzare la perdita di fatturato. Alla riapertura non abbiamo riscontrato difficoltà, i clienti si sono mostrati responsabili e numerosi sin dal primo momento».
Luigina Pezzoli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA