Fateci sapere se i problemi sono in classe o sul pullman

Venerdì 22 Gennaio 2021
Lorenzo Sconocchini
Già suona strano che l'interpretazione del contenuto di un'ordinanza firmata dal governatore venga da un tecnico, il direttore dell'Ufficio scolastico regionale, che ieri si è premurato di spiegare urbi et orbi il significato della forte raccomandazione su come ripartire la didattica al 50% tra presenza e Dad da lunedì prossimo nelle scuole superiori delle Marche. Ma passi, magari l'ordinanza di Acquaroli aveva recepito proprio i suggerimenti del dottor Filisetti e allora ci sta. Ma quello che davvero sorprende è che si raccomanda fortemente ai presidi - una
moral suasion che può condizionare le scelte - di spacchettare le classi (metà dentro e metà fuori) anziché alternare per ogni classe settimane in presenza e settimane a casa. Una soluzione, questa, che consente di ovviare ai problemi tecnico-logistici di una lezione mista (con telecamere puntate sulla Lim, prof che non sanno dove guardare, chi sente bene e chi no...) e soprattutto al problema dell'equità delle verifiche scritte. Prove che con la formula fifty-fifty raccomandata da Filisetti sarebbe possibile fare solo dividendo in due categorie la classe, chi copia da casa e chi invece riga dritto in aula, oppure alternando le verifiche in due momenti diversi, solo per chi è in presenza, con problemi comunque di uniformità della valutazione. A meno che non si voglia far passare il messaggio, da parte dei raccomandatori, che una classe a metà sia più sicura di una classe con presenza al 100%. Perché allora, dopo aver preso per tutta l'estate le misure tra i banchi con le rotelle, sarebbe come ammettere che riaprire le scuole a settembre con presenza piena è stato un azzardo. E che il problema del rischio contagi non è solo a bordo dei pullman, come si è concionato per mesi, ma anche in classe. E allora nelle scuole elementari e medie, dove si è sempre continuato al 100%, stanno forse sfidando il virus?
© RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA