Cerotto e biotecnologie, il prodotto hi-tech nasce nella stanza laboratorio: si riassorbe da solo. Due fermane nella startup

«Le molecole attive ricavate da un prelievo di sangue». Già usato in ambito veterinario

Cerotto e biotecnologie, il prodotto hi-tech nasce nella stanza laboratorio: si riassorbe da solo. Due fermane nella startup
di Massimiliano Viti
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Martedì 3 Maggio 2022, 02:35 - Ultimo aggiornamento: 18:55

FERMO Il primo cerotto al mondo riassorbibile è stato creato da due ragazze del Fermano. Valentina Menozzi, 30 anni di Altidona, e Alice Michelangeli, 30 anni di Fermo, insieme al pugliese Riccardo Della Ragione (28 anni), si sono conosciuti all’Università di Parma. Già prima di laurearsi in biotecnologie avevano individuato il loro futuro e non appena terminato il ciclo di studi, terminate alcune esperienze individuali, i tre hanno deciso di abbandonare il classico percorso post laurea per fondare, nel novembre 2017, la startup Prometheus, con sede legale a Parma e sede operativa a Concordia sulla Secchia, in provincia di Modena. 

 
La decisione
Una decisione presa per perseguire il loro desiderio di combinare la tecnologia della stampa 3D, oggetto delle competenze di Riccardo, con le biotecnologie, specialità di Valentina e Alice. Hanno avviato i loro studi nell’appartamento che condividevano quando frequentavano l’Università di Parma, allestendo una stanza-laboratorio con stampanti 3D homemade. Poi nel 2018 grazie ad un finanziamento da 250mila euro si sono trasferiti nel distretto medicale di Mirandola dove hanno condotto esperimenti e test sul primo prototipo di Ematik, un cerotto riassorbibile dal corpo. La tecnologia è coperta da 3 brevetti, che verranno estesi a livello mondiale. «Mediante un prelievo di sangue del paziente riusciamo a estrarre delle molecole attive che poi vengono combinate con i biomateriali ottenuti dalla stampa 3D. Da qui arriva il cerotto che in 5-10 giorni non solo viene riassorbito dalla lesione ma riesce ad attivare la rigenerazione del tessuto. E quindi non lascia cicatrici e ha un effetto anti microbico, riducendo il rischio infezioni» spiega Valentina Menozzi. 

Il prodotto è stato lanciato nel 2020 in ambito veterinario e entro il 2025 verrà diffuso anche per la cura delle persone. Tale differenza è spiegata con le diverse procedure (validazioni, analisi, certificazioni, ecc.) necessarie per un prodotto in uso veterinario o per le persone. «Per Ematik siamo in una fase pre clinica che dovrebbe chiudersi positivamente entro il 2025» conferma Valentina. Il cerotto rappresenta una soluzione per il trattamento di ferite cutanee di difficile rimarginazione, come piaghe da decubito e ulcere diabetiche. Un prodotto assolutamente innovativo nel mercato mondiale. Da qui il successo di alcuni round di finanziamento. Nel marzo dell’anno scorso, attraverso una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Mamacrowd, in 5-6 giorni Prometheus ha raccolto 1 milione di euro. L’anno seguente è arrivato un altro finanziamento da 1,2 milioni da Invitalia. E per fine 2022 è in calendario un altro round di investimento per raccogliere altri 2 milioni. Inoltre la startup è in procinto di siglare un importante accordo per la distribuzione del prodotto nel settore veterinario.


Il macchinario
Valentina, Alice e Riccardo hanno già alzato l’asticella. Non puntano a vendere solo il prodotto ma anche il macchinario che lo realizza. Un modello di business simile all’azienda che produce la macchina da caffè e vende anche le cialde. «Il nostro obiettivo – spiegano Valentina e Alice – è quello di vendere il macchinario automatizzato per la preparazione del derivato del sangue e dal quale poi si ottiene il prodotto rigenerativo così che anche un operatore non espertissimo di biotecnologie sia in grado di poter produrre Ematik». Inoltre, in ambito veterinario, con lo stesso derivato del sangue può essere utilizzato per la cura delle patologie oculari e articolari. Un percorso analogo viene sviluppato per gli esseri umani per la cura delle stese patologie e nel settore estetico.

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