Nuova Irpef, cosa cambia sulle tasse: i dirigenti battono gli operai, oltre 900 euro guadagnati per i lavoratori dipendenti

Martedì 28 Dicembre 2021 di R. Ec.
Nuova Irpef, cosa cambia sui risparmi: i dirigenti battono gli operai, fino a mille euro guadagnati per lavoratori dipendenti

Con la la nuova Irpef in vigore dal 2022 nessuno avrà un aggravio di imposta rispetto all'anno precedente: il ridisegno di aliquote e detrazioni è congegnato in modo che tutte le fasce di contribuenti paghino meno. Ma alcune categorie avranno certamente un vantaggio maggiore rispetto ad altre. Il risparmio più consistente, circa 940 euro, riguarda i lavoratori dipendenti con un reddito intorno a 40 mila euro l'anno.

In generale i dipendenti avranno vantaggi maggiori rispetto alle altre categorie come pensionati e lavoratori autonomi. Per questi ultimi il risparmio maggiore si avrà con un reddito di 40 mila euro (810 euro l'anno) mentre per i pensionati, con lo stesso livello di reddito la minore imposta sarà di 760 euro. Per i dipendenti al beneficio legato all'Irpef vera e propria si unisce quelle che deriva dala riduzione di 0,8 punti dell'aliquota contributiva, solo per il prossimo anno e per i redditi che arrivano a 35 mila euro l'anno circa.

 

Le categorie e la riduzione delle imposte

Anche i redditi al di sopra i 75 mila euro avranno un beneficio fisso di 270 euro. Mentre dalla parte opposta della curva dell'imposta i redditi molto bassi, che già pagano un'imposta piccola, avranno guadagni limitati. L'Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) in uno suo recente studio ha calcolato che la riforma porterà a una riduzione media di prelievo per 27,8 milioni di contribuenti di 264 euro; ma il vantaggio sarà maggiore per i redditi medio alti, quelli tra i 42mila e i 54mila, che dovranno versare all'erario 765 euro in meno in media.

L'analisi per contribuenti tipo

L'Upb ha realizzato anche un'analisi per contribuenti tipo, in base all'attività professionale, dalla quale emerge che i dirigenti avranno una riduzione delle imposte di 368 euro, oltre il doppio, in termini assoluti, di quella media degli operai, pari a 162 euro, mentre gli impiegati avranno un taglio delle imposte di 266 euro. 

 

 

 

Lo studio analizza l'impatto della riforma anche guardando non ai singoli contribuenti ma al nucleo familiare chiarendo che il 20% delle famiglie più povere è «sostanzialmente escluso» dai benefici per effetto dell'incapienza fiscale. In pratica il 50% dei nuclei in condizione economica meno favorevole «beneficia di circa un quarto delle risorse complessive (circa 1,9 miliardi), mentre il 10% più ricco beneficia di più di un quinto delle risorse (1,6 miliardi)».

 

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