Custodisce per 50 anni il segreto di avere una figlia,
ma la tv svela tutto. La storia di Gilda e Maria

Martedì 28 Agosto 2018 di Elena Pittiglio
Custodisce per 50 anni il segreto di avere una figlia, ma la tv svela tutto. La storia di Gilda e Maria

Gilda era conosciuta a Cassino come una donna energica e risoluta. Dipendente per anni della clinica Sant’Anna, amava scandire le sue giornate tra il lavoro e gli affetti più cari, costituiti dai nipoti, i figli dei suoi fratelli Guerino e Vittorio. Pur essendo una bella donna aveva scelto di rimanere sola. Aveva rinunciato al matrimonio e alla maternità. Il motivo di quella scelta si è saputo solo ora. La donna custodiva dentro di sé un segreto che non ha mai svelato a nessuno. Neanche in punto di morte. Ha preferito portarlo via con sé. Gilda, morta all’età di 74 anni a marzo dello scorso anno, non immaginava che presto il suo segreto sarebbe stato rivelato al mondo. A farlo sarebbe stata Antonella Lualda, detta Maria, la figlia partorita nel 1966 e lasciata in un convento a Londra. Maria, oggi 52enne, da ben quattordici anni stava cercando Oltremanica la madre naturale.

A portare alla luce la storia di Gilda e a svelare il segreto, che da mezzo secolo l’ex dipendente della clinica S. Anna portava gelosamente nel suo cuore, ci hanno pensato i giornalisti Davina McCall e Nicky Campbell, conduttori della trasmissione televisiva Long Lost Family, analogo format della trasmissione italiana “Così lontani. Così vicini” condotta su Rai Uno da Romina Power e Al Bano Carrisi. A Cassino la notizia si è diffusa da qualche giorno. Da quando sui teleschermi di ITV, televisione del Regno Unito, è stato trasmesso il secondo episodio dell’ottava serie di Long Lost Family interamente realizzato tra Cassino, nel popolare quartiere Fraschetti, dove abita Silvana, la cugina che è stata la prima a sapere dell’esistenza di Maria e a fare da tramite con la redazione della trasmissione per riabbracciarla, e Arpino, location scelta dai giornalisti per l’incontro con i parenti ritrovati. A raccontare la storia è Silvana Costantino, nipote di Gilda.

«Mia zia – riferisce – non ha mai parlato con nessuno dell’esistenza di questa figlia. Quando abbiamo saputo la notizia siamo rimasti basiti».

Com’è stata contattata?
«Il destino ha giocato a favore. In prossimità del primo anniversario della morte di zia Gilda, mi chiama una mia amica e mi avvisa di aver condiviso sulla mia pagina Facebook un annuncio in inglese. Io, non conosco l’inglese. Ho atteso l'arrivo di mia nuora per la traduzione. Accanto alla frase c’era il simbolo di Montecassino. L’annuncio diceva: ‘Siamo amici di Gilda Costantino. Abbiamo lavorato con lei a Londra. Vogliamo incontrarla’. Io ho risposto: ‘Sono la nipote’. Da quel momento sono stata contattata in privato. Mi hanno detto che c’era Antonella Lualda Maria Roberts che, dopo aver cercato in tutto il Regno Unito la madre naturale, si era rivolta alla trasmissione».

E lei cosa ha fatto?
«Per quasi tre mesi ci sono stati contatti con Long Lost Family. Noi parenti non sapevamo nulla. Siamo caduti dalle nuvole. Sapevamo che mia zia aveva lavorato a Londra in una casa di cura per cinque anni. Poi aveva fatto rientro a Cassino. Il giorno scelto per l’incontro era il compleanno di Maria. Il luogo Arpino. Ha incontrato prima me – racconta Silvana – poi il resto della famiglia: i cugini Ada e Mario. Abbiamo saputo, così, che zia Gilda era andata a Londra per partorire. Quando è partita aspettava già. Quando è nata ha battezzato la bimba con il nome di Antonella Lualda e l’ha lasciata in un convento, dove una suora le ha dato anche il nome Maria. Lei ha sempre saputo di essere adottata. Alla morte dei genitori adottivi ha trovato i certificati di nascita in casa in cui mia zia dichiarava che il padre era di Cassino, ma morto in un incidente stradale lungo la Casilina”. “E’ stato emozionante conoscere e abbracciare una cugina di cui non sapevamo l’esistenza. Ci messaggiamo ogni giorno. Lei scrive che ci vuole bene e ha nostalgia di noi».


 

Ultimo aggiornamento: 13:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA