Veleno per topi nella busta inviata all'avvocato Corrado Canafoglia, commissario Fondazione Città di Senigallia

Busta con veleno per topi all'avvocato Corrado Canafoglia, commissario Fondazione Città di Senigallia
Busta con veleno per topi all'avvocato Corrado Canafoglia, commissario Fondazione Città di Senigallia
di Emanuele Coppari
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Venerdì 5 Agosto 2022, 10:49 - Ultimo aggiornamento: 6 Agosto, 09:31

SENIGALLIA - Un avvertimento arrivato per posta. Ieri al  commissario strardinario della Fondazione Città di Senigallia, avvocato Corrado Canafoglia,  è stata recapitata per posta un plico anonimo con dentro due bustine contenenti veleno per topi. «Al di là del fatto di per sé deprecabile, la gravità del gesto sta nel fatto che le bustine erano rotte ed il veleno era sparso nella busta che le conteneva», sottolinnea in una nota la Fondazione che gestisce una casa protetta per anziani. «Tale modalità di inoltro - continua la nota - ha comportato che i dipendenti dell’Ente, che gestiscono la posta in entrata, siano venuti in contatto con il veleno, per fortuna senza conseguenze per la loro salute».

Lettera anonima con veleno per topi

La Fondazione ricorda che  già lo scorso anno l’avvocato Canafoglia e   tutti i membri del C.d.A. poi dimissionario della Fondazione, ha ricevuto  una lettera anonima minatoria. «È difficilmente comprensibile questo atto - continua il comunicato - ma se si tenta di fermare anche con siffatti gesti l’azione commissariale di risanamento, del ripristino della legalità e della trasparenza amministrativa dell’Ente, obiettivi indicati nella nomina conferita dalla Giunta Regionale, ci si metta il cuore in pace, posto che il Commissario procederà senza alcuna esitazione e con lui tutti i dipendenti che hanno compreso la gravità della situazione e la necessità del commissariamento».

Avvertimento a pochi giorni da "Porte Aperte"

Sull'episodio è stata presentata una querela contro ignoti. «È singolare che un siffatto gesto avvenga a pochi giorni di distanza dall’iniziativa “Porte Aperte” - conclude la Fondazione - Tali situazioni non intaccano minimamente l’assistenza agli ospiti che resta di altissima qualità, anzi l’attività commissariale e la professionalità di tutti i dipendenti sono mirate a migliorarla ulteriormente».

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