Colto da malore mentre gioca a tennis. Massaggio con il defibrillatore, le condizioni restano gravi

Mercoledì 15 Gennaio 2020
Colto da malore mentre gioca a tennis. Massaggio con il defibrillatore, le condizioni restano gravi
JESI - Aveva appena iniziato la sua solita partita di tennis con un amico del Circolo Cittadino, come faceva d’abitudine almeno tre-quattro volte a settimana. Ma ieri pomeriggio la partita sulla terra rossa di via del Molino ha rischiato di finire in tragedia per un 73enne jesino socio del circolo, improvvisamente colto da arresto cardiaco. Il pensionato (G.C.le sue iniziali) aveva appena iniziato un singolo con un altro socio, quando dopo pochi passi è stramazzato al suolo con una mano che premeva sul petto. Ha smesso di respirare e ha perso i sensi.

Il primo a intervenire è stato il suo rivale, che ha compreso la gravità della situazione e ha iniziato il massaggio cardiaco. Intanto un altro socio che stava assistendo alla partita è corso nel campo vicino ad avvisare il presidente del Tennis Club e maestro responsabile della Scuola Tennis Alessandro Carbonari che stava tenendo una lezione. Il giovane maestro è accorso, a sua volta ha praticato il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale, poi servendosi di un defibrillatore semiautomatico Dae in dotazione alla struttura, ha fatto partire delle scariche. «In tanti anni non mi era mai successo di dover soccorrere un giocatore col defibrillatore – racconta Carbonari – sono formato per la rianimazione immediata e per la defibrillazione rapida, ma sono esperienze forti. Certo non ci si augura di doverlo usare. Serve molto sangue freddo.

Il socio era incosciente, credo di averlo massaggiato per 7/8 minuti ma non mi sono reso conto del tempo, ero così preso da ciò che stavo facendo da non rendermene conto». 

Nel frattempo, gli altri soci hanno chiamato il direttivo e fatto scattare l’allarme al 118. «So che dopo le scariche il giocatore ha ripreso a respirare, anche se restava ancora incosciente – dice ancora Carbonari - in quei momenti difficili sono poi arrivati i sanitari del 118 e della Croce verde che lo hanno stabilizzato per una ventina di minuti prima di caricarlo in ambulanza e portarlo in pronto soccorso». L’intervento di Carbonari è stato decisivo. Poi è toccato ai sanitari fare la loro parte in quella situazione critica. 


Il giocatore è stato trasferito in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale Carlo Urbani dove è stato sottoposto a tutti gli accertamenti sanitari del caso. E’ stato ricoverato in terapia intensiva. Choc al Circolo Cittadino dove sul campo in terra rossa sono intervenuti il presidente Gianluca Mucelli e gli altri soci, tutti preoccupati. Il 73enne, pensionato, era un giocatore abituale. «Veniva alla struttura almeno 3-4 volte a settimana per giocare, in singolo e in doppio – spiega ancora Alessandro Carbonari – molto appassionato di tennis, era il suo modo per tenersi in forma. Aveva appena iniziato a giocare, forse da neanche 10 minuti. Poi il suo avversario lo ha visto accasciarsi al suolo e perdere i sensi. Quando mi hanno chiamato dicendo che stava male, sono corso a vedere e ho capito subito che era andato in arresto cardiaco e che non c’era un istante da perdere. Un’esperienza forte, dei minuti interminabili, spero che adesso il nostro socio stia meglio». Le condizioni del 73enne sono giudicate dai sanitari molto gravi.  © RIPRODUZIONE RISERVATA