Il proprietario dello Chateau Chateur
«Atti vandalici e rogo. Ho un sospetto»

Chateau Chateur, parla
il proprietario: ​«Atti vandalici
e rogo. Ho un sospetto»
Chateau Chateur, parla
il proprietario: ​«Atti vandalici
e rogo. Ho un sospetto»
MONTEMARCIANO - «So chi è stato, mi aveva detto: “ti rovino, gli do fuoco” e infatti mi ha davvero rovinato». A parlare è Chateur Mohamed Habib il proprietario dello Chateau Chateur divorato dalle fiamme giovedì pomeriggio. Dimesso dall’ospedale, è stato nel frattempo ascoltato dai carabinieri. «Dopo i litigi ho ricevuto una serie di dispetti. Per me è stato sempre lui. Dalle gomme della macchina tagliate, alla vetrata rotta e ancora un telone danneggiato». I sospetti del titolare ricadono tutti su un senigalliese con cui aveva avuto delle discussioni, una particolarmente accesa. I carabinieri sono però cauti. Occorrono prove. Del resto lo stesso rogo ne è privo.

 


I vigili del fuoco sono arrivati ad avvalorare la tesi del dolo partendo dagli indizi e per esclusione. La velocità con cui si è diffuso l’incendio non sarebbe compatibile con una causa accidentale. Il classico mozzicone di sigaretta, lanciato acceso, avrebbe impiegato ore ad alimentare quelle fiamme. Tutto invece si è svolto in poco tempo. Mezz’ora prima, come confermano i testimoni, era tutto tranquillo. Gli impianti erano stati disattivati. Corrente e gas non arrivavano nello chalet. «Li abbiamo chiusi al termine della stagione – racconta Fatima, la moglie del titolare – un anno fa avevamo finito di pagarlo, era costato 480.000 euro e adesso non abbiamo più nulla. Abbiamo paura che possa accaderci anche altro, viviamo nel terrore».
 
 


L’acceso litigio risale a quasi un anno fa, poi ci sono stati gli atti vandalici, compreso un rogo davanti allo chalet a marzo, ma dall’estate non è accaduto più nulla. Le denunce per gli atti vandalici sono state fatte contro ignoti in assenza di elementi per risalire all’autore. I coniugi tunisini sono certi però che tutto sia riconducibile alla stessa persona. «E’ logico si accaduto ora – prosegue Fatima – noi abbiamo dormito dentro finchè era aperto poi dal 15 settembre è rimasto chiuso. Avevamo preso anche un vigilantes durante l’estate per il timore che potesse accadere qualcosa. Mio marito, quando abbiamo chiuso, si è dovuto ricoverare per un intervento all’anca a Jesi ma io continuavo a venire tutti i giorni a controllare. Se uno vuole dare fuoco ad un locale lo fa quando non c’è nessuno in giro non nel pieno della stagione estiva e questo, con mio marito in ospedale, era il momento migliore». Ad accertarlo saranno i carabinieri che stanno indagando sull’accaduto, in attesa della relazione conclusiva dei vigili del fuoco. Su quel tratto di lungomare giovedì sono transitate alcune auto. Nessuna però è stata vista ferma davanti allo chalet prima del rogo.
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Domenica 13 Ottobre 2019, 02:05 - Ultimo aggiornamento: 13-10-2019 02:05

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