Pestato in piazza Ugo Bassi il figlio di mamma coraggio. Arrestato il bullo, in trappola sui social

La procura dei minori ad Ancona
La procura dei minori ad Ancona
di Federica Serfilippi
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Giovedì 2 Giugno 2022, 03:10

ANCONA - Cinque mesi di indagini serrate, tra l’analisi di profili social e l’audizione di vari testimoni. Alla fine, il cerchio si è ristretto attorno a un ragazzo di 17 anni, di origine tunisina, residente ad Ancona e volto noto alle forze dell’ordine.  Per la procura minorile, è lui il responsabile dell’aggressione avvenuta lo scorso 4 dicembre alla fermata del bus di piazza Ugo Bassi. A farne le spese era stato il figlio 17enne della mamma coraggio, Patrizia Guerra.

Il giovane era stato massacrato di botte ed era finito in ospedale con il naso fratturato e contusioni varie. Per l’episodio di violenza, su disposizione del gip del Tribunale dei Minorenni, che ha firmato l’ordinanza cautelare, è stato arrestato e portato in comunità il 17enne tunisino. Deve rispondere di lesioni aggravate. L’inchiesta, coordinata dalla procuratrice Giovanna Lebboroni, è stata portata avanti dai carabinieri della Stazione Principale della Montagnola. 


Le testimonianze
Fondamentali sono stati i dettagli raccontati da alcuni testimoni dell’aggressione per far finire in manette il giovane tunisino. Anche i social avrebbero dato una grande mano agli investigatori affinché i contorni dell’inchiesta fossero via via meno offuscati. Proprio attraverso la rete, stando a quanto emerso, il giovane sarebbe stato riconosciuto da alcune persone che aveva assistito al pestaggio. L’interrogatorio di garanzia per il 17enne si terrà lunedì. A difenderlo, l’avvocato Alessandro Coppa. L’aggressione era andata in scena al terminal dei bus del Piano: la vittima era appena uscita da scuola quando era stata avvicinata in modo brutale. «Che guardi?» sarebbe stato detto al 17enne che attendeva il bus. Poi, le botte e una radiolina spaccata in testa. La corsa in ospedale e la diagnosi di varie fratture riportate al setto nasale. Non è detto che l’indagine sia finita: alla violenza potrebbe aver partecipato un secondo giovane. «Conosciamo il ragazzo finito in comunità – ha detto Patrizia Guerra –, per fortuna nelle indagini i testimoni hanno dato una grande mano, sia gli amici di mio figlio, che i passanti. E poi c’è stato un grande lavoro dei carabinieri della Montagnola a cui va il mio ringraziamento. Con la mia famiglia, abbiamo vissuto momenti di terrore, ora possiamo tirare un sospiro di sollievo. Non sono per la vendetta, ma per un percorso rieducativo da far fare a questi ragazzi. Che, però, devono capire che ad ogni azione corrisponde una reazione». 


Gli altrI ragazzi 
A febbraio è stato arrestato un 17enne nigeriano accusato di aver rapinato – era settembre 2012 – nei bagni di piazza Roma il figlio di Patrizia. Recentemente, il giudice gli ha concesso una messa alla prova di due anni da passare in comunità. E ancora, 10 mesi di Map, sono stati validati per tre ragazzi che alla Notte Bianca del 2019 avevano minacciato e percosso dei loro coetanei: anche in quel caso, parte offesa era il figlio della mamma coraggio.

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