Un tocco di Oriente a Palermo: alla scoperta della Palazzina Cinese

Quando i viaggi verso terre lontane erano appannaggio di pochi ma sogno comune, andava di moda presso le nobili famiglie ricreare un angolo di Oriente nella propria dimora, come nel caso della Palazzina Cinese nel capoluogo siciliano

Un tocco di Oriente a Palermo: alla scoperta della Palazzina Cinese
Un tocco di Oriente a Palermo: alla scoperta della Palazzina Cinese
di Francesca Spano'
3 Minuti di Lettura
Giovedì 14 Luglio 2022, 16:52 - Ultimo aggiornamento: 16:56

Palermo è una città incredibile dove tutte le culture del mondo si incontrano, ma c’è un luogo che più di tutti, è un trionfo di atmosfere orientali e fantasie geometricamente perfette, che rievocano paradisi lontani. La Casina Cinese, più nota come Palazzina Cinese è una tappa obbligata per chi resta qualche giorno più in città e il suo ingresso è attualmente gratuito.

Una dimora particolare

L’antico palazzo reale apparteneva ai Borbone delle Due Sicilie e si trova al margine del Parco della Favorita, ai confini della Riserva di Monte Pellegrino. Lo stile orientale è visibile ovunque: dal corpo centrale che termina in alto con una pagoda, alle pitture nelle sale che ricordano proprio scene esotiche tra chimono e ombrellini. Quella che rappresenta una vera opera d’arte in versione domestica, fu realizzata da Giuseppe Venanzio Marvuglia a fine Settecento, su commissione di Ferdinando III di Sicilia.

La curiosità

Il sovrano in realtà, aveva acquistato una casa in stile cinese dal barone Benedetto Lombardo, insieme a terreni confinanti a dei locali. E lo stesso Marvuglia che se ne era occupato, mantenne la tecnica anche in questo caso. L'idea era quella di farla diventare la residenza estiva d’eccellenza e si decise di mantenerne i tratti esotici seguendo una moda molto in voga all’epoca nelle corti europee.

Visitando la Palazzina Cinese

La Casina Cinese si sviluppa su cinque livelli, mentre l’esterno è curato in ogni dettaglio e caratterizzato da una grande varietà cromatica nelle decorazioni pittoriche sui toni del rosso, verde, malva e ocra. Al piano terra si notano subito porticati ad arco ogivali, mentre nei due fianchi spiccano scale elicoidali a giorno. Gli appartamenti sono su tre piani: nel seminterrato si visitano la sala da ballo e le salette delle udienze, decorate da Giuseppe Velasquez. Al primo piano ecco il salone dei ricevimenti in stile cinese con pannelli di stoffa dipinti, ma anche la sala da pranzo che presenta un curioso marchingegno e la camera da letto del Re, con la volta in stile cinese. Al secondo piano, poi, era sistemato l’appartamento della regina Maria Carolina, due salette di ricevimento e la camera da letto con lo spogliatoio. All’ultimo piano, infine, c’è la terrazza e dal 1800 anche un giardino sul retro con fontane di marmo bianco e grotte naturali alla cinese.

Tavola matematica della Palazzina Cinese

Un discorso a parte merita la tavola matematica per cui è famosa la Palazzina Cinese. Nello stravagante palazzo, infatti, ai tempi della costruzione la cucina era separata dall’edificio residenziale, per un doppio motivo: si evitata il persistere degli odori delle pietanze e non si vedevano servi e sguatteri girovagare tra gli ambienti. Non servivano nemmeno i camerieri, grazie alla presenza di una tavola di legno rotonda, apparecchiata che veniva fatta salire al piano superiore dove sorgeva la sala da pranzo. A compiere il bizzarro lavoro, era un meccanismo ligneo dotato di funi e carrucole. Con l’Unità d’Italia divenne di proprietà della Corona Sabauda e poi dello Stato e, quindi, del Comune.

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