Erosione, furia bagnini da Levante a Baia Flaminia: «Lavori al risparmio e fatti male, è già emergenza»

Erosione, furia bagnini da Levante a Baia Flaminia: «Lavori al risparmio e fatti male, è già emergenza»
Erosione, furia bagnini da Levante a Baia Flaminia: «Lavori al risparmio e fatti male, è già emergenza»
di Letizia Francesconi
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Martedì 5 Luglio 2022, 04:10

PESARO - In piena stagione balneare, l’erosione torna a colpire la spiaggia di Levante. I gestori degli stabilimenti sono di nuovo in difficoltà per i metri di spiaggia, mancanti nonostante i ripascimenti. Stessi problemi si fanno sentire anche nelle concessioni di Baia Flaminia più vicine alla foce del fiume. Operatori di Levante e Sottomonte in particolare, puntano il dito contro le poche risorse destinate ai ripascimenti e stanziate da Regione e Comune, oltre a procedimenti amministrativi che si sono bloccati a stagione avviata per un esposto, ritardando e non di poco la fine degli interventi. 

Le istantanee che più di altre mostrano il problema arrivano da stabilimenti come bagni Marevivo, bagni Iole e bagni Gabri all’ingresso di Levante per proseguire nel tratto terminale di viale Trieste verso Fosso Sejore. E così a inizio luglio, l’inefficacia dei ripascimenti rispetto alla stagione 2021 interessa a macchia di leopardo un po’ tutto il litorale, fino alla Baia. 

Il caso

«L’erosione si sta facendo sentire in diversi dei nostri stabilimenti di Levante e il mare sta ancora avanzando – osserva preoccupato Andrea Ranocchi, gestore dello stabilimento numero 24 bagni Marevivo - il calcolo è presto fatto, meno sabbia garantita dai ripascimenti e ora ne paghiamo le conseguenze con o senza mareggiate. Solo per fare un esempio, i primi ombrelloni piantati a inizio stagione verso la riva, sono già da rimuovere dopo solo un mese dai ripascimenti, e stiamo parlando di almeno dieci ombrelloni. Proprio ora si stanno vedendo gli effetti della minore efficacia dei ripascimenti. Stiamo restringendo per questo gli spazi fra una fila di ombrelloni e l’altra. 

Le criticità

«Ci sono punti della concessione, lungo le prime due file in cui ci sono ombrelloni praticamente quasi in acqua, e tutto si complica, quando il vento di scirocco fa salire la marea e “gonfia” il mare». 
Anche Claudio Casoli, gestore di bagni Iole numero 27 lamenta lo stesso problema. «Erano preventivati 12 ombrelloni in più nel pieno della stagione per garantire anche i turisti degli hotel – commenta – e invece queste previsioni sono tutte da rifare. Per i metri quadri lineari erosi e la sabbia non sufficiente, non sono in grado di piantarli, e questo significa affrontare il mese di agosto per noi è il più importante, con fatica a riservare e garantire con certezza ombrelloni in più agli ospiti del nostro e di altri alberghi vicini».

I ritardi

Il lungomare di Levante è il più colpito dall’erosione, soprattutto in quei tratti di spiaggia, che dal prossimo autunno saranno oggetto dell’intervento strutturale di rinfoltimento delle scogliere, atteso già da qualche anno a questa parte. Non solo ripascimenti “leggeri” ma questo tratto di lungomare è stato compromesso anche da intoppi burocratici e amministrativi. «Il blocco dei lavori nei primi di giugno per l’esposto presentato in Comune da un turista – prosegue Ranocchi – ha comportato mezzi fermi per giorni e un intervento ridotto con 10-15 passaggi in meno delle ruspe in ogni spiaggia, considerando che in ogni passaggio il mezzo portava circa 15 metri cubi di sabbia. Ecco allora che la differenza si sente, dal momento che la sabbia in più serve a garantire la tenuta e la conformazione del nostro arenile. Ci troviamo di nuovo a dover modificare la disposizione delle nostre concessioni nel bel mezzo della stagione. Ricordiamo che l’esposto di un bagnante contestava la pericolosità delle ruspe in azione fra la gente in spiaggia dopo le 9 del mattino».

Qui Baia

Filippo Sparacca, gestore di bagni Joe Amarena, cartina alla mano ci mostra l’erosione lungo la Baia, che alla prima mareggiata si acuisce. «C’è un tratto in particolare dove si accumula la sabbia, che la corrente muove – osserva – il punto esatto è al centro della spiaggia libera dopo Lido Pavarotti, e questo avviene soprattutto con il mare e il vento da nord est. Cosi come ci sarebbe bisogno di un intervento di risistemazione della batteria di quattro scogliere. In pratica la sabbia viene erosa sul lato destro della Baia nella mia concessione per finire tutta a ridosso del Mar’aviglia e nel primo tratto libero».

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