Tornano i temporali ma è allarme siccità «Occhio agli sprechi»

Mercoledì 14 Luglio 2021
L'EMERGENZA
FERMO Nuvole e temporali tornano a fare capolino in provincia dopo settimane di afa. Dovrebbero portare, soprattutto nel weekend, un po' di frescura e abbassare di qualche grado le temperature. Ma la situazione cambia poco l'emergenza idrica in atto che rappresenta un grave rischio sia per le famiglie che per un comparto molto importante dell'economia locale come quello dell'agricoltura, molto forte soprattutto nella zona della Valdaso.
Le previsioni
Anche perché il refrigerio avrà vita breve. Già all'inizio della settimana prossima la colonnina di mercurio tornerà di nuovo sopra i trenta gradi. Soffre la terra, arsa e piena di crepe. Gli impianti di irrigazione non bastano a saziarla dalla sete d'acqua. Negli orti la verdura non cresce. Brucia prima. Sugli alberi, la frutta fatica a non seccarsi. La situazione è critica. Se non arriverà la pioggia, almeno in montagna, tra qualche settimana nel Fermano potrebbero scattare i razionamenti. «Viviamo un momento drammatico. Se continuerà questa ondata di caldo, i serbatoi si svuoteranno e ci ritroveremo in un mare di guai», spiega il presidente della Ciip, Giacinto Pino Alati.
Le cifre
Le tre sorgenti della società idrica (Pescara del Tronto e Capodacqua, ad Arquata, e Foce di Montemonaco) riforniscono 27 Comuni del Fermano (Altidona, Amandola, Belmonte Piceno, Campofilone, Fermo, Grottazzolina, Lapedona, Monsampietro Morico, Montefalcone Appennino, Montefortino, Monte Giberto, Monteleone di Fermo, Montelparo, Monte Rinaldo, Monterubbiano, Monte Vidon Combatte, Montottone, Moresco, Ortezzano, Pedaso, Petritoli, Ponzano di Fermo, Porto San Giorgio, Santa Vittoria in Matenano, Servigliano e Smerillo). Una parte dei quali, l'estate scorsa, si è vista razionare l'acqua. Non siamo ancora a quel punto, assicura Alati. E, per non arrivarci, «è fondamentale non sprecarla». I controlli sono partiti. Se ne occupano le polizie locali dei Comuni. Che verificano come viene usata l'acqua. Se per bere e lavarsi, nessun problema. Vietato, invece, lavarci la macchina, innaffiarci orti e giardini o pulirci i marciapiedi. Non si scherza: multe per chi sgarra e viene beccato. Di avvisi di questo tipo, la Tennacola non ne ha ancora emanati. Aspetterà qualche giorno prima di far scattare la prima fase dell'allerta idrica nei 13 Comuni che rifornisce (Montappone, Monte Vidon Corrado, Falerone, Montegiorgio, Massa Fermana, Francavilla d'Ete, Monte San Pietrangeli, Magliano di Tenna, Rapagnano, Torre San Patrizio, Montegranaro, Monte Urano, Sant'Elpidio a Mare e Porto Sant'Elpidio). Le sorgenti di Giampereto, a Sarnano, e di Capotenna, a Montefortino, sono in affanno. Anche lì, neve e piogge invernali non sono bastate a rimpolpare le falde. «Sono in discesa. Abbiamo dovuto attivare gli impianti integrativi che attingono dalle falde fluviali e che vanno a integrare la disponibilità delle sorgenti montane», fa sapere il direttore della Tennacola, Giovanni Mattiozzi. La neve dello scorso inverno non è riuscita a ingrossare le sorgenti, che erano a secco.
Il passato
«Ci portiamo dietro spiega Mattiozzi la carenza di precipitazioni degli anni scorsi. Dal 2017, l'anno peggiore, fino ad oggi. Per adesso, la situazione regge, ma se andremo avanti con questa siccità, dovremo far scattare lo stato di crisi. Dipenderà dall'andamento di discesa delle scorgenti e dai consumi, che con il caldo aumentano. Speriamo che questa ondata di caldo passi in fretta».
Francesca Pasquali
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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