L'EPIDEMIA
ANCONA Le Marche tengono e si guadagnano per un'altra settimana la

Sabato 22 Gennaio 2022

L'EPIDEMIA
ANCONA Le Marche tengono e si guadagnano per un'altra settimana la zona gialla. Due parametri su tre occupazione dei posti letto in terapia intensiva ed in area medica sono sotto la soglia critica e, in generale, il numero dei ricoveri negli ultimi giorni sembra essersi stabilizzato rispetto all'impennata registrata da inizio mese. Non è detto che ciò rappresenti una reale inversione del trend, ma apre uno squarcio tra le nuvole.
I dati
Tira un sospiro di sollievo anche il governatore Francesco Acquaroli che ricorda come, solo mercoledì, «rispondendo ad una domanda sull'ingresso delle Marche in zona arancione, avevo affermato che, considerando l'andamento delle ospedalizzazioni, con questi parametri rischiavamo di passare o il 24 o il 31 gennaio, fatta salva un'inversione di tendenza netta. Oggi posso dirvi che, alla luce dei dati degli ultimi tre giorni, l'andamento sta cambiando soprattutto nelle terapie intensive». Ma questo tipo di proiezioni impone prudenza: «tre giorni non fanno da soli una tendenza netta osserva il presidente , ma seppure con un margine molto ridotto, al termine di questa settimana, siamo tornati ad avere due dei tre indicatori al di sotto della soglia della zona arancione. Quindi per questa settimana restiamo in zona gialla, con una piccola speranza che si accende anche per il futuro». Se è vero che, a chi è munito di green pass, il passaggio in zona arancione cambia poco, la previsione di un coefficiente di riempimento dei mezzi pubblici al 50% rischierebbe di mandare in tilt il trasporto pubblico locale, soprattutto nel trasporto scolastico. Per questo le Regioni hanno ottenuto dal governo che venga aumentato all'80%. Ad ancorarci finora alla zona gialla era stata l'area medica, sempre rimasta, benché di poco, sotto la linea rossa del 30% - ieri al 29,5%, con 298 posti letto occupati , mentre le Rianimazioni erano da tempo schizzate sopra quella del 20%.
La situazione
Ma nelle ultime 48 ore il numero dei degenti è diminuito, portando la percentuale al 19,92% (51 ricoverati). Ormai fuori da ogni tipo di parametro nelle Marche come nel resto d'Italia è , invece, il tasso d'incidenza del virus, che sfiora i 3mila casi ogni 100mila abitanti, assestandosi su 2985, per la precisione. Complessivamente, il report settimanale dell'Istituto superiore di sanità, dà alle Marche una valutazione di rischio moderato, dunque in miglioramento rispetto alla settimana precedente. Allarga lo zoom sul nodo dei ricoveri il sondaggio di Fadoi, la Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti, che ha osservato come, nella nostra Regione, la quota di ricoverati con Covid ma non per Covid sia inferiore al 10%. Secondo Fadoi, «una persona che si ricovera per una frattura e si scopre positiva al Covid con il tampone di ingresso, si sarebbe comunque ricoverata e non può essere dunque conteggiata nel numero dei posti letto occupati da chi con il virus si è ammalato». Stando al risultato del survey, che ha coinvolto in totale 14 regioni (oltre il 70% della popolazione italiana), l'identikit del ricoverato per Covid nelle Marche ha tra i 41 e i 60 anni e, in oltre il 60% dei casi non è vaccinato.
I rischi
In metà dei casi presenta un quadro clinico di media gravità, mentre nell'altra il tutto si risolve con pochi giorni di degenza. «Ciò dimostra che, pur se meno patogena della Delta, senza una adeguata copertura vaccinale anche la Omicron può far male», osserva Fadoi. La dimostrazione che il Covid faccia ancora male la danno anche i sei decessi registrati ieri, cinque donne ed un uomo di età compresa tra gli 84 ed i 94 anni. Le fasce d'età più colpite dal contagio sono quella 25-60 anni (con un significativo numero di non vaccinati) e la popolazione pediatrica 6-10 anni.
Martina Marinangeli
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