Le quattro province in rosso e un piano B per le Marche: «Arancione e scuole chiuse». Acquaroli: «Meno restrizioni? Con meno contagi»

Le quattro province in rosso e un piano B per le Marche: «Arancione e scuole chiuse». Acquaroli: «Meno restrizioni? Con meno contagi»
di Maria Teresa Bianciardi
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Mercoledì 10 Marzo 2021, 03:25

ANCONA - La speranza, con le misure prese fino a domenica prossima, è che le Marche possano restare in zona arancione per decisione del governo. Una speranza decisamente flebile visto l’aggravarsi della pandemia e con il sistema sanitario ormai al collasso che però secondo la Regione consentirebbe una gestione migliore delle fasce colorate nell’intero territorio. Al momento siamo con quattro province - Ancona, Pesaro, Macerata e Fermo - in rosso e tutto l’Ascolano in zona arancione.

 
Il monitoraggio
«Una situazione che stiamo monitorando ogni giorno - conferma il governatore Acquaroli -: la provincia di Ancona è in rosso dal 3 marzo con dati preoccupanti. Al momento sembra avere raggiunto una stabilizzazione e la speranza è che i contagi inizino a scendere». Se così fosse, il ragionamento del presidente marchigiano, restando in arancione si potrebbe anche pensare di togliere le restrizioni ed allentare i divieti. «Tranne che per le scuole che abbiamo visto essere la prima fonte di contagio con la variante inglese». Dunque la Regione prevede di estendere ulteriormente l’ordinanza che ha chiuso tutti i plessi scolastici, università comprese, nelle zone rosse, limitando il provvedimento alle medie, alle superiori e agli Atenei in provincia di Ascoli. «Ulteriori limitazioni? Più di questo assolutamente no - chiarisce Acquaroli - Anzi, ne nel fine settimana mi auguro ci siano buone notizie». Intanto da oggi entra in rosso anche la provincia di Pesaro Urbino 4: quanto alle aspettative sui nuovi provvedimenti a livello nazionale, il governatore ha ricordato che i primi provvedimenti di restrizione, per Ancona e Macerata, «li abbiamo fatti dopo che per due settimane eravamo stati confermati in zona gialla. Adesso abbiamo 4 province su 5 in zona rossa, credo che potremmo essere confermati in zona arancine anche la prossima settimana». 


La diffusione del virus
Ma per Acquaroli questo dimostra che «il meccanismo dei i 21 parametri non è tempestivo rispetto alla situazione reale. Intanto - ha detto ancora - vediamo l’evoluzione di questa settimana. Nella scorsa c’è stata una forte crescita in alcuni territori, ma non su Ascoli dove c’è stata invece una decrescita». Intanto però da Roma potrebbe arrivare una stretta ulteriore delle misure, già a partire dal prossimo weekend, per frenare la diffusione del virus sospinta dalle varianti: zone rosse più rigide, modello Codogno, movimenti limitati anche in zona gialla, chiusure nei fine settimana, come avvenuto durante le vacanze di Natale. 


La riorganizzazione
E, allo stesso tempo, estensione della campagna vaccinale a più soggetti possibili e nei tempi più brevi. Questa la posizione che gli esperti del Comitato tecnico scientifico hanno consegnato al Governo, che dovrà a stretto giro - probabilmente già nelle prossime ore - valutare in che misura accogliere le indicazioni. Esclusa per ora l’ipotesi di un lockdown generalizzato. Ribadita anche la necessità di introdurre il criterio dell’incidenza settimanale: con 250 casi ogni 100mila abitanti si va automaticamente in zona rossa, assieme alla tempestiva conclusione della revisione degli indicatori epidemiologici di monitoraggio, in modo da avere dati più aggiornati possibile e intervenire più rapidamente con le azioni di contenimento e mitigazione a livello nazionale, regionale e locale. Sarà la cabina di regia del Governo ora a riunirsi per valutare le misure da mettere in campo e portare all’attenzione delle Regioni per una condivisione. 

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