Nuova Irpef, 10 miliardi di taglio alle detrazioni per ridurre le aliquote

Nuova Irpef, 10 miliardi di taglio alle detrazioni per ridurre le aliquote
di Michele Di Branco
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Lunedì 24 Agosto 2020, 09:04 - Ultimo aggiornamento: 17:10

ROMA Caccia a 10 miliardi di euro. La riforma fiscale che il governo intende inserire nella prossima legge di bilancio punta tagliare le tasse al ceto medio. Ma per avere un impatto significativo sui contribuenti, di questo sono convinti all'interno della maggioranza, deve avere un peso minimo dello 0,6-0,7% del Pil. Il problema è il solito: dove trovare le risorse? Una traccia l'ha offerta in più di una circostanza Roberto Gualtieri parlando di progetto che «si autofinanzia». Espressione che, unita al concetto di debonusizzazione, coniato dal ministro dell'Economia, porta in una direzione ben precisa.

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L'asse Palazzo Chigi-Tesoro ha rimesso nel mirino le tax expenditures, vale a dire il pacchetto di circa 500 agevolazioni fiscali (detrazioni, deduzioni, esenzioni e riduzioni di aliquote) che consentono a cittadini e imprese di tagliare il carico delle tasse da pagare. Una vera e propria giungla di norme che tutti i governi, a parole, hanno promesso di voler tagliare salvo poi retrocedere di fronte al rischio impopolarità connesso alle sforbiciate. Il fronte si riapre, adesso. Ma su come agire c'è una certa divergenza tra i partiti che sostengono l'esecutivo. Tecnici del Tesoro suggeriscono tagli lineari parametrati al peso della singola tax expenditure (il 50% su un volume inferiore a 100 milioni di bonus e il 2% sopra quel tetto), mentre c'è chi invece preferirebbe interventi più mirati.

 

LA STRUTTURA

Chi lavora sul dossier avverte che «l'80% delle agevolazioni sono intoccabili perché collegate a carichi da lavoro, familiari o da pensione». E dunque la sostanza aggredibile, tendendo conto, tra l'altro, che i 20 miliardi di sussidi dannosi per l'ambiente possono essere toccati ma non utilizzati come copertura per il taglio delle tasse, si riduce a circa 50 miliardi di euro. Nel mazzo ci sono, ad esempio, le deduzioni Irap per i neoassunti (8 miliardi di euro), mentre 9,3 miliardi all'anno servono per garantire a 11 milioni di italiani il bonus degli 80 euro e 7 miliardi vanno a sostenere le detrazioni per le ristrutturazioni. Lesenzione Imu sull'abitazione principale impatta per 3,8 miliardi di euro e l'esenzione della Tasi costa altri 3,5 miliardi. La deduzione della rendita catastale della casa principale viene poi coperta con 3,6 miliardi. È di 3,2 miliardi la voce «spese sanitarie». Nei piani del ministro Gualtieri, la revisione degli sconti fiscali sarebbe parte integrante di una riforma che mira al modello tedesco. Il numero uno del dicastero di Via XX Settembre è favorevole ad una curva Irpef ridotta a 4 scaglioni in cui l'aliquota cresce, man mano che sale il reddito, e quel che c'è da pagare viene calcolato in base ad una funzione matematica (un algoritmo), sottoposta ad un aggiornamento annuale. Questa impostazione piace anche a LeU. Ma viene avversata da Italia Viva, preoccupata del fatto che il sistema si baserebbe su una formula matematica molto complessa, e al contribuente verrebbe solo detto quante tasse deve alla fine pagare, senza che spiegare il perché. Un sistema troppo difficile e opaco, con poca accountability e che quindi risulta anche più difficile da controllare in ottica anti-evasione. «Meglio eliminare tutte le tax expenditures fanno sapere dal partito di Matteo Renzi tranne pochissime come spese sanitarie, prima casa e contributi, e tre aliquote da fissare a seconda delle risorse che la riforma avrà a disposizione». I renziani, tra l'altro, vorrebbero spostare sull'assegno universale gli aiuti per i figli, introducendo un minimo esente di 8 mila euro per tutti (che raddoppia con il coniuge a carico) e arrivando, secondo i primi calcoli, a risparmi fino a 4.800 euro di tasse per alcune categorie. Un progetto molto ambizioso che si potrebbe accompagnare a una revisione dell'Iva, anche con eventuali aumenti di gettito.

 

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