LA DRASTICA RIDUZIONE AL 50% PER GLI ELETTROCARDIOGRAMMI

LA DRASTICA RIDUZIONE AL 50% PER GLI ELETTROCARDIOGRAMMI
IL CALOEra inevitabile. Ma adesso che la terza ondata del Covid sta placandosi oltre al recupero dell'attività chirurgico-ospedaliera bisognerà pensare anche a riportare i...

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IL CALO
Era inevitabile. Ma adesso che la terza ondata del Covid sta placandosi oltre al recupero dell'attività chirurgico-ospedaliera bisognerà pensare anche a riportare i livelli di prestazioni diagnostiche e ambulatoriali a livelli ante Covid. Per la prima sia Ospedali riuniti che Marche Nord hanno limitato i danni durante l'inverno: Torrette, numeri alla mano, nel mese di marzo ha condotto 1778 interventi chirurgici contro i 1122 di dodici mesi fa e i 2082 in regime ordinario nel 2019. Lo scorso anno con i reparti straordinari Covid impiantanti in cinque delle dieci sale del blocco operatorio l'attività era letteralmente dimezzata. Altro capitolo riguarda diagnostica e prestazioni ambulatoriali: l'inverno è stato molto duro da questo punto di vista.

Il buio dopo l'estate positiva
Dopo un'estate passata a rincorrere il riassorbimento delle liste di attesa con il meccanismo della lista di garanzia, il ritorno del Covid ha drenato risorse in senso diretto (esami e consulenze di medici coinvolti nelle patologie arrivate dal virus) e indiretto (cooptazioni dei sanitari nei nuovi reparti aperti in emergenza e per la campagna vaccinale). Nei report dell'amministrazione trasparente dell'Agenzia regionale sanitaria si può trovare tutto il dettaglio numerico dell'erogato regionale ex post da Pesaro ad Ascoli. Abbiamo preso come punto di riferimento lo scorso mese di settembre (Covid al minimo dopo l'estate con numero di contagi limitato) e quello di gennaio tra la seconda e la terza ondata. Il confronto è impietoso: si salvano le Tac al torace (-10% su una mole di circa 1000 esami) e quelle con e senza mezzo di contrasto (-7% su 1500 prestazioni).
Scarti in doppia cifra
Per il resto lo scarto rispetto a sei mesi fa è a doppia cifra per tutti i tipi di visite ed esami: Oculistica è quella che si è avvicinata di più agli standard autunnali (-13%), poi nella classifica a rovescio ci sono le visite ginecologiche (-23%), quelle neurologiche (-26%), quelle di chirurgia vascolare e otorinolaringoiatriche (-34 e -35%). Numeri anche peggiori per le visite cardiologiche (-42%), gastro (-49%), ortopediche (-52%) e pneumologiche (-58%) i cui medici hanno l'attenuante del coinvolgimento nelle coviderie.
Il dato più preoccupante

Il dato più preoccupante viene dal confronto delle visite oncologiche calate del 74% anche se in Asur prendono il dato con le pinze pensando al fatto che i consulti vengono prenotata prevalentemente dagli ambulatori con la presa in carico. Ha rallentato anche la diagnostica: mammografie ed ecografie bilaterali alla mammella, ecografie capo e collo sono al 22% in meno. Il banalissimo elettrocardiogramma da 4221 esami a settembre si sgonfia a 2099 (-50% secco). L'auspicio di tutti è che si possa parlare di questi numeri al passato. E per sempre.
Andrea Taffi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Corriere Adriatico