Dal Salone di Cannes a quello di Genova, ecco la nuova rotta ecologica della nautica

Dal Salone di Cannes a quello di Genova, ecco la nuova rotta ecologica della nautica
di Sergio Troise
6 Minuti di Lettura
Mercoledì 21 Settembre 2022, 13:12 - Ultimo aggiornamento: 22 Settembre, 07:43

Da quando l’Unione Europea ha stabilito che dal 2035 le case automobilistiche non potranno più produrre auto a combustione interna e dovranno tutte convertirsi all’elettrico, volendo o nolendo stiamo diventando tutti ambientalisti, dai produttori ai consumatori.

Se non per scelta, per necessità. Ma questa svolta epocale non può riguardare soltanto la mobilità su strada: nonostante manchi, al momento, una normativa specifica come quella riservata all’automotive, anche la salvaguardia dell’ambiente marino (così come quella dei laghi e dei fiumi) è diventata una priorità imprescindibile. La questione non può essere ignorata da coloro che il mare lo vivono. Il discorso riguarda dunque l’industria nautica e la grande comunità dei diportisti. Per i quali, com’è facile immaginare, non è così semplice convertirsi a una mobilità “pulita”, così come può fare, sulla terraferma, chi sceglie di andare in bici, in monopattino o addirittura a piedi. Muoversi a remi, o a nuoto, su certe distanze è decisamente più complicato… Ci sarebbe l’opzione vela, certo, ma il mercato di questo tipo di imbarcazioni è da sempre minoritario, rappresenta non più del 15% del totale. Diventa dunque necessario guardare con attenzione sempre maggiore a ciò che progettisti e costruttori propongono sulla via dell’ecocompatibilità marina: un comparto in lenta ma progressiva crescita, che si sta imponendo soprattutto nelle zone popolate di laghi, lì dove sono già in vigore, in molti casi, normative severe, che comportano il divieto di navigazione con mezzi dotati di propulsori a combustione interna. In Europa le punte più avanzate di questo rigore si trovano in Svizzera e Austria, ma non mancano restrizioni in Italia, dove tra l’altro è da tempo all’ordine del giorno anche il problema dell’inquinamento della Laguna di Venezia, per la quale si sta sperimentando l’introduzione di imbarcazioni ecologiche, con l’obiettivo di sostituire i motoscafi-taxi con natanti a trazione elettrica che riducono anche il moto ondoso.

CANDELA C7 SVEDESE

Di recente sono state installate due infrastrutture di ricarica a Portofino, oltre a quelle sul lago di Como, a Cernobbio, dove al forum di Ambrosetti alcuni ospiti hanno potuto apprezzare le capacità di navigazione del Candela C7, motoscafo in carbonio di produzione svedese capace, grazie ai foil e al motore elettrico, di volare sull’acqua senza produrre scarichi inquinanti né onde. Sempre a Cernobbio la mobilità elettrica è tornata protagonista nella seconda edizione del Villa d’Este Style Electric Yachting, evento che ha come obiettivo diffondere una nuova consapevolezza, sempre più eco-friendly, volta alla tutela dell’ambiente e in particolare alla mobilità lacustre. Nel Nord Europa, del resto, sono decine i laghi dove è imposta la navigazione a emissioni zero, e nei fiordi della Norvegia saranno banditi i combustibili dal 2026. Nella vicina Francia è già vietata la navigazione con motore endotermico sui laghi e sui fiumi e nei porti con più di 100 posti è obbligatorio, già dal primo gennaio di quest’anno, destinarne l’1% alle barche elettriche. Al recente Salone di Cannes gli organizzatori hanno destinato un settore specifico alle barche ibride ed elettriche, denominato “Rotta Green 2022”. Sono annunciate proposte interessanti anche al Salone di Genova (22-27 settembre), dove è previsto un impegno particolare sulla sostenibilità che non riguarderà solo le barche in esposizione, ma tutto l’allestimento e la gestione quotidiana dell’evento. È in questo scenario che si susseguono a ritmo sempre più incalzante gli annunci sull’arrivo di nuovi modelli eco-compatibili, dai grandi yacht ibridi ai più piccoli natanti full electric. In molti casi proposte interessanti, da scoprire, ma tutte con un handicap non di poco conto: i prezzi sono ancora parecchio alti.

EL-ISEO FIRMATO RIVA

Uno dei progetti più recenti è firmato Riva, che ha appena presentato l’EL-Iseo, versione elettrica del suo motoscafo finora prodotto con motorizzazione Diesel. Realizzato in collaborazione con gli specialisti di Parker, è un runabout di lusso di 8 metri che promette prestazioni notevoli, con velocità di punta autolimitate a 40 nodi e autonomia di 30 miglia. Sarà sul mercato nel 2023, quando saranno completati i collaudi nelle condizioni più diverse e più impegnative. L’orientamento è destinare il piccolo eco-gioiello prevalentemente alla navigazione lacustre, puntando soprattutto sui mercati di Svizzera e Austria, ma non è da escludere che armatori di grandi yacht lo scelgano come tender ammessi nelle aree marine protette. Su questo versante dell’innovazione proiettata sulla stagione nautica 2023 si sono registrate di recente anche altre proposte interessanti, come quelle di Frauscher, cantiere austriaco da tempo incamminatosi sulla rotta dell’eco-compatibilità: al Salone di Cannes d’inizio settembre ha debuttato il 740 Mirage Air, proposto con due possibilità di motorizzazione a emissioni zero. Interessante, tra le proposte di più recente generazione, è anche l’Eelex 8000, natante di 8 metri costruito dal cantiere svedese X-Shore con materiali riciclati. Presentata in anteprima al Salone di Venezia d’inizio giugno, è una barca equipaggiata con un motore elettrico da 225 kWh e una capacità delle due batterie al litio di 126 kWh. Il cantiere assicura che può raggiungere i 30 nodi e può navigare fino a un massimo di 100 miglia alla velocità di crociera di 20 nodi. L’“onda elettrica” ha investito anche il mondo dei gommoni. E a una delle novità più intriganti sta lavorando Silent Yacht, cantiere austriaco (con sede produttiva anche in Italia) specializzato nel campo dell’energia solare e nella produzione di imbarcazioni a basso impatto ambientale.

BATTELLO PNEUMATICO

In arrivo c’è infatti un battello pneumatico di 8,5 metri, il Silent 28 Speed, che volerà su tre foil a 60 nodi, spinto da due motori elettrici da 200 kW alimentati da un pacco batterie da circa 100kWh. L’autonomia dichiarata (alla velocità di crociera di 30 nodi) è di 70 miglia! Il progetto prevede, tra l’altro, la costruzione in fibra di carbonio e il supporto di celle solari posizionate sull’hard-top. Silent Yacht, del resto, rappresenta una delle punte più avanzate della ricerca e della produzione di imbarcazioni ecocompatibili. E una delle più recenti, decisamente innovativa, è quella proposta con il Silent 60, catamarano elettrico di 18 metri presentato come “barca dall’autonomia illimitata”: con carica esaurita, infatti, può continuare a navigare a emissioni zero sfruttando la spinta supplementare di un kite-wind, un vero e proprio aquilone fissato a una struttura sul ponte di prua. Anche la fantasia è al potere. © RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA