Champions League, Costacurta: «Super Psg, le italiane indietro»

Martedì 14 Settembre 2021 di Benedetto Saccà
Champions League, Costacurta: «Super Psg, le italiane indietro»

Alessandro Costacurta, italiano più vincente in Champions League al pari di Paolo Maldini con cinque trofei conquistati, oggi commentatore di Sky Sport, chi la vince la coppa?


«Il Psg è la grandissima favorita. Era già forte, ma ora è diventata leggendaria per la qualità dei nomi. Messi, Mbappé e Neymar... Questo non vuol dire che diventa la squadra più forte al mondo, ma potenzialmente può uccidere la Champions. Ha un allenatore che potrebbe riuscire a mettere insieme tutti i fantastici giocatori».
 

E poi?
«In seconda fila vedo le inglesi come il Manchester City e il Chelsea, e il Bayern Monaco che è sempre molto pericoloso. Ecco, le semifinali potrebbero essere di queste quattro squadre».

E Barcellona e Real Madrid? 
«No, non credo».

No?
«Molte squadre sono in ricostruzione e quando ci sono ricostruzioni è difficile vincere la Champions».
 

E le italiane?
«Non penso siano attrezzate per poter puntare in alto. Avranno difficoltà ad arrivare nei quarti di finale».
 

Addirittura?
«Mi piacerebbe essere sorpreso. L’Inter è forse la squadra più avanti per il campionato italiano, mentre per la Champions, anche se potrà sembrare strano, penso che la Juventus abbia un’esperienza che potrebbe portarla ai quarti. Non oltre».
 

Le Juve, dice.
«Dico la Juve perché tanti sono all’ultima esperienza. Vuoi un colpo di coda, vuoi l’entusiasmo per il successo negli Europei. Ecco, per paradosso, vedo la Juve come migliore italiana in campo europeo, ma non come favorita per lo scudetto».
 

Liverpool-Milan non è mai una partita come altre.
«Non saprei quanto possa essere particolare per i giocatori. Per me e per tanti tifosi del Milan, il Liverpool è qualcosa di sensazionale. Credo che per i giocatori in campo questo valga molto meno. Alla fine sarà una gara tra ragazzi che hanno una grandissima voglia di emergere. Credo che non ci saranno riferimenti al passato. A me sembra che il Liverpool vada più forte».
 

E chi vince tra Inter e Madrid?
«Vedo più avanti l’Inter. Il mio amico Carletto (Ancelotti, ndr) quest’anno dovrà lavorare bene perché anche il Real è una squadra cui dare nuove motivazioni. È arrivato questo nuovo acquisto, Camavinga, però è ancora un ragazzo, ha 18 anni, e Ancelotti dovrà fare un miracolo in questa stagione».
 

Poi c’è l’Atalanta. Può ripetersi?
«Può ripetersi, anche se in realtà, come dice spesso Gasperini, dare dopo quattro o cinque anni continue motivazioni a un gruppo diventa sempre più difficile. Ha sempre quella struttura base, ma è chiaro che l’allenatore abbia un compito gravoso. Certo, se riuscisse in questa missione, potrebbe essere l’occasione buona per vincere qualcosa».
 

Lo scudetto?
«La Coppa Italia, ad esempio».
 

In Europa navigheranno anche la Roma e la Lazio.
«Sono molto curioso. Perché Mourinho e Sarri sono due mostri sacri e hanno delle sfide difficili davanti. Penso sia più difficile per Mourinho dato che le aspettative per la Roma sono diverse e, del resto, confrontarsi nel campionato italiano è ancora più impegnativo rispetto a 13 anni fa, quando arrivò all’Inter. Viene da due stagioni non particolarmente positive e questa è la grande sfida per il portoghese: capire se sia cambiato il calcio o sia cambiato lui. Le prime gare hanno convinto, eccome».
 

Dove arriveranno le romane?
«Sono squadre attrezzate per andare avanti in Europa League e in Conference. Mi aspetto che arrivino davvero alle soglie della finale. Almeno in semifinale. Quanto a Sarri, non credo fosse il primo colpevole dei mali della Juve e immagino possa sul serio lavorare e portare dei risultati. Ma non credo già in questa stagione. Ripeto quel che ha detto lui: credo possa essere un anno di transizione con delle soddisfazioni».

Ultimo aggiornamento: 08:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA