Raffaello utilizzava carta Fabriano per i suoi capolavori

Lunedì 14 Settembre 2020 di Saverio Spadavecchia
​Raffaello Sanzio
FABRIANO  -  A 500 anni dalla morte di Raffaello, una grande scoperta che lega il genio di Urbino a Fabriano: il Maestro del Rinascimento italiano usava carta Fabriano. La scoperta al termine di uno studio scientifico che ha dimostrato l’esistenza di una corrispondenza delle filigrane presenti nei disegni e bozzetti di Raffaello con quelle storiche fabrianesi contenute nel repertorio collezionato dal professor Augusto Zonghi nel 1884, e conservato dalla Fondazione Fedrigoni Fabriano che ha voluto celebrare il Maestro di Urbino attraverso una propria ricerca storico/scientifica.

 

Partendo da un monumentale lavoro avviato nel 2017 - la digitalizzazione del Corpus Chartarum Fabriano e la raccolta di filigrane di Augusto Zonghi - la Fondazione ha condotto una ricerca pionieristica su Raffaello, impegnandosi nella ricognizione delle filigrane dei fogli raffaelliani e nell’analisi dei supporti materiali utilizzati dall’artista. Tra i vari tipi di carta sottoposti ad analisi compaiono quelle con filigrane più note - ad ‘aquila’, ad ‘ancora’, ad ‘ancora sormontata da stella’ - che sia Raffaello che Michelangelo usarono durante il loro soggiorno romano, ma anche filigrane dalle icone più singolari: ‘cardo’, ‘scala’, ‘frecce decussate’, ‘trimonzio’. Tra i casi più interessanti, la carta con filigrana del tipo ‘t gotica’ o ‘Tau’ presente nel disegno de La Strage degli Innocenti che ha una sorella nella filigrana n. 1430 del repertorio di Zonghi e con questa ripropone il ‘Tau’, simbolo della Confraternita dell’Ordine dei Cavalieri del Tau che a Fabriano ispirò frequenti decorazioni artistico-architettoniche.

«L’emozione è grande - commenta Chiara Medioli, presidente della Fondazione Fedrigoni Fabriano e Vicepresidente del Gruppo Fedrigoni - oltre a Michelangelo, accertato utilizzatore della carta Fabriano con il foglio usato per la lettera a Niccolò Della Buca, del 31 luglio 1514, conservata a Firenze presso l’Archivio Buonarroti, abbiamo potuto fornire con il nostro materiale, semplice, bello, forte, anche un artista straordinario come Raffaello».

Ecco quindi la prova e la verifica del prestigio raggiunto tra XV e XVI secolo tra gli artisti che frequentavano la corte di Papa Giulio II, Michelangelo e Raffaello soprattutto. In passato, le Cartiere Miliani Fabriano hanno celebrato più volte Raffaello Sanzio realizzando filigrane con la sua effigie e carte e album da disegno con il suo nome. Tra i 10.000 strumenti conservati dalla Fondazione nel Deposito dei Beni Storici Cartari ve ne sono diversi dedicati a Raffaello, in particolare 15 forme per la produzione della carta a mano che ritraggono Raffaello e alcune delle sue opere più famose. Tra queste, una forma “gigante” di 85x115 cm che veniva lavorata da tre uomini contemporaneamente con l’antica tecnica della “girella”, realizzata nel 1983 per i 500 anni dalla nascita dell’artista. Un pezzo unico di inestimabile valore. Inoltre, dal 1947 al 1976 circa le Cartiere Miliani hanno prodotto a Pioraco con macchina piana un album con carta da disegno “Raffaello”, oggi noto come “Fabriano 2”. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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