Scuola, il ministro Bianchi: «Pronti a imporre l'obbligo vaccinale se i contagi risalgono»

Lunedì 6 Settembre 2021 di Francesco Malfetano
Scuola, il ministro Bianchi: «Pronti a imporre l'obbligo vaccinale se i contagi risalgono»

«Siamo pronti in ogni condizione. Il governo userà tutti gli strumenti laddove fosse necessario». Così nella serata di ieri il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi ha aperto, o meglio non chiuso, la porta alla possibilità che l'obbligo vaccinale venga esteso anche agli studenti delle scuole italiane. Oggi l'anno scolastico riparte da Bolzano, poi via via le altre regioni: il 13 toccherà al Lazio. «Credo sia necessario fare appello alla maturità dei ragazzi - ha continuato nel corso di un'intervista a SkyTg24 il ministro - che più di tutti gli altri hanno risposto al nostro appello a vaccinarsi». Tuttavia: «Il governo responsabilmente userà tutti gli strumenti. Ragioneremo, faremo tutte le verifiche».

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I DATI
In pratica il ministro, dopo aver passato una buona parte dell'estate a definire il piano per tornare tutti in presenza e a confrontarsi con i numeri degli operatori scolastici non vaccinati (ora sono meno dell'8 per cento), ha messo nel mirino i circa 4,5 milioni di giovani italiani tra i 12 e i 19 anni. Del resto, come ha spiegato anche Draghi in conferenza stampa qualche giorno fa, avere classi interamente vaccinate consentirebbe a tutti gli alunni di non indossare la mascherina per tutto il tempo, com'è invece previsto. Una deroga al decreto del 6 agosto che però ha fatto discutere perché ritenuta discriminatoria da alcuni. «Questo - ha però sottolineato Bianchi - deve essere regolamentato attentamente da linee guida che noi stiamo scrivendo, con il ministro della Salute e con il Garante della privacy. Tuteleremo la privacy di tutti e tuteleremo i più fragili».
Al netto delle mascherine però, il piano sembra tutto sommato definito: qualora la curva epidemica, un po' come accaduto lo scorso anno, dovesse impennarsi nuovamente dopo l'apertura delle scuole del 13 settembre, si valuterà l'imposizione del vaccino a tutti gli studenti con i requisiti di età. Chiaramente non è detto che serva. Tuttavia in questo momento i dati non consentono di escluderlo. Se è vero che i vaccinati sono tanti - gli adolescenti che hanno completato il ciclo sono già il 37,9 per cento, e quelli che hanno ricevuto solo prima dose il 23,7 - lo è anche che il 38 per cento, più di 1,7 milioni, senza ancora una prenotazione per l'iniezione. Un numero di per sé non elevato che però va rapportato alla possibilità che questi ragazzi entrino a contatto con i quasi 5 milioni di over 40 che ancora non hanno deciso di immunizzarsi.
In pratica l'intenzione è mettere a rischio il minor numero di persone possibile. E lo dimostra anche la sostanziale linea dura adottata per gli operatori scolastici. Il ministro Bianchi ha infatti ribadito, dopo averlo già messo nero su bianco, nell'ultimo decreto, che «chi non ha il Green pass o il documento che certifica di essere esente dal vaccino sarà sospeso senza emolumenti. Non possiamo mettere a rischio i nostri ragazzi e il personale». La sospensione, di lavoro e stipendio, non sarà in pratica solo una vana minaccia. Ogni ingresso mancato a causa del Green pass sarà un passo verso la sospensione che, infine, scatterà al quinto giorno di assenza ingiustificata.

 


 

Ultimo aggiornamento: 13:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA