Farmacista trova lavoro solo andando in Germania. «Qui facevo la cameriera»

Lunedì 24 Febbraio 2020
Vanessa Rosetti, farmacista di Acqualagna costretta a emigrare a Colonia per lavorare nel suo settore
ACQUALAGNA - Cervelli in fuga. La storia di Vanessa Rosetti, farmacista, insegna. Ad inizio estate, parte dalla provincia di Pesaro Urbino per la Westfalia, lascia la sua Acqualagna per Colonia dove un contratto a tempo indeterminato l’aspetta. Con lei, ci sono ostetrici, infermieri, ma anche chef e aiuti cuoco. Raccontare la storia di Vanessa, 31 anni, è raccontare la disfatta di una società che non riesce a coronare con un contratto di lavoro nemmeno giovani con un bel titolo di studio. Lei è di Acqualagna e si è laureata ad Urbino a 26 anni, in chimica e tecnologie farmaceutiche e ha pure superato qualche mese dopo l’esame di stato. Una ragazza che si è sempre data da fare. «Non ho mai voluto essere un peso economicamente per i miei». 

Ha fatto lavori impegnativi, di quelli che richiedono di sacrificare serate e fine settimana. Per anni ha fatto la cameriera. «Ero convinta che una volta laureata le preoccupazioni fossero finite ma mi ero sbagliata». Dopo undici mesi passati a distribuire curriculum, la chiamano per un tirocinio pagato 400 euro al mese e di una durata di sei. «Come se le 900 ore di quelle prelaurea non bastassero». Dopo 4 mesi, se ne va, licenziata ma con una lettera di buona uscita. La chiamano allora da una nota azienda farmaceutica. Vede del rosa nel suo futuro. «Supero i 5 colloqui con cinque interlocutori differenti e, alla fine, il rifiuto. Mi dicono che sono la migliore candidata, tuttavia non sono vestita in maniera consona». Vanessa non s’interroga nemmeno se è per colpa di quel delicato anellino al naso, dei grandi anelli ai lobi, degli anfibi neri militari, o di quel jeans porta fortuna che si è messa al secondo o al terzo incontro. Incassa e va avanti. Un altro anno di ricerca e arriva una sostituzione maternità in una farmacia sulla costa. Tre rinnovi consecutivi e, le nuove norme impietose, fanno sfumare la possibilità di proseguire. Ricomincia a consegnare curriculum, per quattro mesi, diventa disoccupata e poi, a gennaio, un email dell’Ordine dei Farmacisti nella quale Eures Marche informa che esiste un progetto di lavoro in Germania inquadrato dalla Zav, l’ente tedesco di collocamento. Cercano farmacisti. Eures, è l’ente europeo, che mira ad agevolare la mobilità dei lavoratori nei 28 _Paesi dell’Unione. Incrocia i dati, fa conoscere le opportunità di lavoro e i tirocini, dà informazioni anche sulle condizioni di vita e di lavoro. 

Nel caso del progetto a cui partecipa non c’è bisogno di conoscere la lingua ma essere disponibile ad impararla e non ci vuole un’esperienza lavorativa, offre al neo-laureato un training interno di accompagnamento. Vanessa si candida e supera la selezione. Oggi studia 3 giorni a settimana tedesco tramite skype e, a giugno, partirà per Colonia con un contratto a tempo indeterminato nel bagaglio. «Ho di nuovo un futuro – conclude -. Anche se so già che Acqualagna, la Gola del Furlo, il profilo del massiccio del Nerone, l’odore del mio Adriatico mi mancheranno».  © RIPRODUZIONE RISERVATA