Turisti, via ai primi tamponi «Ora più controlli nei locali»

Sabato 15 Agosto 2020
LA SANITÀ
FERMO Sono stati effettuati ieri mattina i primi tamponi ai vacanzieri tornati dalle zone a rischio. La maggior parte erano stati in vacanza in Croazia, ma ce n'erano anche di ritorno da Ibiza e dalla Grecia. Appena messo piede in Italia, si sono autodenunciati. Il tampone l'hanno fatto con il drive-through, alla pista di atletica di via Leti. Poi sono tornati a casa, dove dovranno restare, in isolamento fiduciario, finché il responso non sarà negativo. In quel caso potranno tornare alla vita di prima. Altrimenti dovranno proseguire la quarantena.
I Paesi
Sono i primi fermani tornati dalle vacanze dai Paesi indicati dal Ministero della salute come pericolosi, ma ce ne saranno molti altri. Grecia, Spagna, Croazia e Malta (i quattro Stati di ritorno dai quali è obbligatorio sottoporsi al tampone) sono tra le mete più gettonate, soprattutto dai giovani. Il Ministero ha stabilito che chi torna da uno di questi Paesi deve farlo sapere all'autorità sanitaria competente. Nel Fermano, la segnalazione va inviata a vaccinazioni.av4@sanita.marche.it, con indicati i dati anagrafici e il numero di telefono. Mentre si aspetta di essere chiamati per il tampone (devono passare al massimo 48 ore dal ritorno in Italia), bisogna restare a casa. Il tampone può essere fatto anche nei «laboratori privati accreditati con impegnativa rossa esenzione P01». Una volta eseguito, c'è da aspettare l'esito, sempre a casa, senza uscire.
Il lavoro
Si impenna, dunque, il lavoro per il Dipartimento prevenzione, che serra i ranghi anche in vista della ripresa dell'anno scolastico. Entro il 14 settembre, tutto il personale (docenti e Ata) dovrà essere sottoposto a tampone. In tutto, un migliaio di persone che saranno segnalate all'Area vasta 4 dai medici curanti. Poi ci sono i test effettuati mensilmente sugli ospiti delle strutture residenziali della provincia e quelli di controllo per i guariti. Insomma, una mole di lavoro che, visto il periodo di ferie, rischia di rallentare il sistema. Nel clima di incertezza, con i contagi che continuano a oscillare, la buona notizia arriva dall'ospedale di Fermo, che da ieri è tornato Covid free. L'unico contagiato ancora ricoverato nel reparto di Malattie infettive, il cui primario è Giorgio Amadio, è infatti risultato negativo a due tamponi consecutivi. Una settimana fa, al Murri erano ricoverati quattro pazienti positivi. Tra loro c'era anche il turista romagnolo che aveva fatto scattare la profilassi per rintracciare le persone con cui era venuto in contatto. Nel giro di pochi giorni, in ospedale erano arrivati anche un'anziana di ritorno dall'Albania, un uomo che si era ripositivizzato e una 95enne di San Benedetto, ricoverata a Villa Verde, morta poco dopo il ricovero.
I trasferimenti
Se l'ospedale, per adesso, è di nuovo libero dal virus, nella Rsa di Campofilone, dopo alcuni giorni senza contagiati, ora ci sono quattro pazienti ricoverati. L'altra buona notizia è che, nel Fermano, le persone in isolamento domiciliare controllato continuano a scendere. Ieri erano 81, di cui tre sintomatici, il dato più basso della regione. Numeri che fanno tirare un sospiro di sollievo, ma che ricordano anche che la guardia deve restare ancora alta. «Dobbiamo essere responsabili e molto attenti a non esagerare», dice il direttore dell'Area vasta, Licio Livini, che torna a chiedere il pugno di ferro contro chi non rispetta le norme anti-contagio. «Gli organi di controllo fa sapere devono verificare che tutti applichino le regole, soprattutto i locali e i luoghi dove ci sono ammassamenti di persone. Se c'è un abuso, va sanzionato. Il problema è che c'è chi preferisce prendere una multa, invece di precauzioni pesanti che non consentono di creare il giro di clienti voluto».
I timori
Non nasconde la preoccupazione per i contagi di ritorno, Livini, né per i tanti giovani ammucchiati nei luoghi della movida. Il fatto che adesso il Covid sia meno aggressivo di qualche settimana fa spiega non è un buon motivo per abbassare la guardia. «In questo periodo prosegue il direttore dell'Av 4 la virulenza è scesa. Ciò è dovuto al caldo, ai raggi ultravioletti e agli inquinamenti atmosferici: diversi elementi che, insieme, d'estate, favoriscono l'attenuarsi dell'aggressività del virus. Ma questo non significa che il pericolo sia passato. Per questo, bisogna rispettare le regole, per non vanificare gli sforzi fatti e per non ritrovarsi con un inverno infernale».
Francesca Pasquali
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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