LE STRATEGIE
FERMO S'aspetta un'opposizione «seria e costruttiva»,

Domenica 27 Settembre 2020
LE STRATEGIE
FERMO S'aspetta un'opposizione «seria e costruttiva», Paolo Calcinaro. «Conviene più a loro che a me, se, tra cinque anni, vogliono vincere», fa il sindaco fresco di plebiscito. Striminzita, la minoranza serra i ranghi. Aspettando l'insediamento, le prime schermaglie sono partite dai social. Botta e risposta per ribadire chi sta con chi. Puntigli, o poco più, almeno per adesso. Dei nove consiglieri eletti in minoranza, tre sono del Partito Democratico e tre della Lega (Paolo Nicolai, Pierluigi Malvatani e Sandro Vallasciani da una parte, Lorenzo Giacobbi, Gianluca Tulli e Luciano Romanella dall'altra). Un testa a testa annunciato. In disaccordo praticamente su tutto, su una cosa convergono: Fermo non può essere governata a oltranza dai civici. Chi dovrebbe prenderne le redini, è un altro discorso che, ovviamente, cambia dalla campana che senti.
La batosta
Il Pd deve rimettersi in piedi e riprendersi dalla batosta elettorale. Deve riconquistare una credibilità che, dirla appannata, oggi sembra un eufemismo. Ha tre consiglieri, come cinque anni fa. Solo che, lì, alla fine, ne era rimasto uno, Pierluigi Malvatani, e pure lui, a un certo punto aveva tentennato. Dovranno restare compatti, i dem, se vogliono provare a risorgere. Promette un'opposizione senza sconti, Malvatani. «Mi sono ricandidato per coerenza spiega , rimanendo nelle mie file, senza voli pindarici per andare alla corte di Calcinaro. Resto convinto del partito politico, come ultimo baluardo della democrazia».
La promessa
A sindaco e ai suoi promette non ne farà passare una. «Controlleremo gli sbagli che faranno. Ci concentreremo sui contenuti importanti, su un progetto a lunga scadenza per la città, non sulle cose frivole che non ci interessano». Una maggioranza, quella uscita dalle urne, che, per Malvatani, va tenuta d'occhio. «Nel periodo in cui non ci siamo stati dice , senza dire niente a nessuno, hanno fatto un atto di giunta e presentano una variante urbanistica in Provincia, che trasforma i lotti di Casabianca». Se l'aspettava la disfatta del Pd, il consigliere riconfermato, ma non tanto sonante.
Il paragone sportivo
«Il Partito Democratico le sue parole in questo momento è come la Juventus: perde una partita e ne parlano tutti, perdono gli altri e non ne parla nessuno». Ora, ci sono cocci da raccogliere e, forse, qualche testa da far saltare, ma di una cosa il partito è certo: «Il civismo è una fase che deve essere superata, altrimenti lasciamo la città a bande personali, senza un elaboratore politico». Gialunca Tulli è l'altra riconferma della minoranza. Forte di un risultato a doppia cifra, stavolta avrà altri due dei suoi a fargli compagnia tra i banchi dell'opposizione. «Se penso che, fino a due anni e mezzo fa, la Lega a Fermo non c'era commenta , non posso che essere orgoglioso di quello che siamo riusciti a fare. Se ci fossimo accontentati, come gli altri, di salire sul carro di Calcinaro, sarebbe stato facile. Avremmo passato un'estate più tranquilla, invece abbiamo fatto un grande lavoro che è stato ripagato». Il trionfo di Calcinaro, Tulli, se l'aspettava. Se metti dentro tutti, o quasi, il risultato non può essere che questo, il senso del discorso. «Onore a loro e massimo rispetto peri cittadini che hanno confermato loro la fiducia, ma, a questo punto dice , mi aspetto molto, molto di più dall'amministrazione». «Il civismo fine a se stesso prosegue non va bene. La nostra sarà un'opposizione attenta, propositiva ed esigente. Siamo l'unico partito che rappresenta un filo di continuità tra Fermo e la Regione. Dobbiamo ridare alla città il peso specifico di capoluogo di provincia che, soprattutto negli ultimi dieci anni, ha perso». Una minoranza risicata, quella che si prepara a dare battaglia alla squadra di Calcinaro. Oltre a Nicolai, Malvatani e Vallasciani del Pd e a Giacobbi, Tulli e Romanella della Lega, sono stati eletti gli altri due ex candidato sindaco Renzo Interlenghi e Stefano Fortuna e Andrea Morroni di Fermo Capoluogo. Un'opposizione tutta al maschile, che dovrà vedersela con una maggioranza schiacciante che, i vari premi elettorali, ha portato alla cifra record di ventitré consiglieri.
La sorpresa
Un risultato che ha sorpreso, ma non troppo, anche quelli che hanno perso. Si preannuncia un quinquennio vivace, più di quello appena passato. Perché meno non significa per forza peggio, sintetizzano gli sconfitti. Anche perché di carne al fuoco ce n'è molta e i temi sono delicati, come le scelte per l'ex mercato coperto e la Casina delle Rose in centro o quelle per i lotti verdi di Casabianca vicino alla spiaggia. Sono 5 anni importanti per Fermo chiamata anche a rispondere del suo ruolo di capoluogo in un territorio che in questi ultimi anni è stato bersagliato dalla crisi economica e che ha bisogno di aiuti da Roma e Ancona ma anche di un punto di riferimento sul posto che si possa affiancare al lavoro della Provincia.
Francesca Pasquali
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