Il mercatino accende l'estate

Venerdì 3 Luglio 2020
L'APPUNTAMENTO
FERMO «I bancarellari sono gente dura, non si lasciano scoraggiare». Poche parole per dire che loro, i bancarellari, ieri erano lì. Molti di meno degli anni passasti, ma c'erano e come. In piazza del Popolo, piazzale Azzolino e viale Vittorio Veneto, per il primo mercatino del giovedì del dopo-Covid. C'erano, nonostante l'obbligo delle mascherine, le distanze da far rispettare e l'incertezza sulle presenze. Puntuali, col metro in mano, hanno posizionato distanziatori e messo nastri di scotch per terra, pronti ad accogliere i visitatori. «Sono qui per loro. È un fatto affettivo e un segno di rispetto nei confronti dei miei clienti affezionati», dice Cadio Aliberti. Figura storica del mercatino, a cui partecipa da una trentina d'anni, il commerciante di miele rapagnanese teme il calo dei visitatori. «Ben vengano gli assembramenti scherza , gestirli non sarebbe un problema. Il problema sono le mascherine che limitano l'approccio con i clienti. La gente vuole guardarti in faccia. Invece, così, si perde umanità. Alla fine, credo starà tutto al buon senso della gente».
L'affezionata
Annamaria Muzi era impaziente di tornare a esporre in piazza. Altra affezionata del mercatino fermano, vive a Roma e vende bigiotteria vintage. Da quattordici anni passa l'estate nelle Marche. Dice di trovarsi bene, di respirare un'aria più umana. «Sono contenta che riinizi spiega , un po' di normalità ci fa bene». Per lei, quello di ieri, è stato il primo mercatino del dopo-Covid. «Le incognite sono tante. Spero le sue parole che vada bene, dal punto di vista della socialità, perché siamo stati troppo tempo lontani, e da quello del risultato economico, visto che è un lavoro difficile e faticoso. Vediamo come andrà. In itinere si potranno fare correzioni, ma con il buon senso affronteremo tutto». La sensazione è quella della prima volta anche per chi al mercatino di Fermo ci è cresciuto. «Ho iniziato che ero un ragazzo e adesso ho 61 anni. Ogni anno vengo per divertirmi e quest'anno non fa differenza, anche se sarà meno facile». A parlare è Oliviero Boni, calzolaio di San Severino, con la passione per i fumetti antichi. «È impossibile far rispettare le regole dice , basta vedere quello che succede in giro. Fare il controllore non è simpatico. A volte, per non perdere un cliente, saresti tentato di lasciar correre». Tante incognite, insomma, per chi con i mercatini ci lavora, come per chi ci arrotonda lo stipendio.
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