Si riparte dalla casella iniziale, puntando sul palazzone dell'ex Genny alla Baraccola,

Venerdì 27 Marzo 2020
Si riparte dalla casella iniziale, puntando sul palazzone dell'ex Genny alla Baraccola, in quello che fu il quartier generale della casa di moda Girombelli. Se andrà bene, andrà riadattato con impianti come generatori di continuità elettrica, circuiti per gas medicali e per l'ossigeno, una climatizzazione con 12 ricambi d'aria l'ora, il cablaggio delle 100 postazioni di Terapia Intensiva da monitorare. Serviranno 12 milioni, per i quali il governatore Ceriscioli lunedì ha lanciato un appello agli imprenditori marchigiani. Intanto i tecnici stanno cercando la soluzione più adatta, ma non sembra facile trovare la quadra.
Le altre opzioni
Prima del Palaindoor, erano state accantonate altre possibili opzioni. I due capannoni del porto di Ancona(ex Carbonile ed Tubimar, scartati dopo il sopralluogo di lunedì di Guido Bertolaso), poi anche la soluzione della nave ospedale da realizzare a bordo del traghetto Af Claudia messo a disposizione dall'armatore anconetano Rossi. C'era molto spazio, 6.500 metri quadrati, ma distribuito su sette ponti, una logistica che avrebbe richiesto più personale sanitario, rispetto a una struttura allestita in un'area unica. Poi la nave Af Claudia richiedeva una sostanziosa revisione, con impianti elettrici dedicati, adatti al tipo di strumentazioni delle Terapie intensive, un sistema di trattamento dell'aria certificato per il bio-contenimento, lavori per compartimentare la zona della nave destinata ai pazienti. Altri problemi riguardavano il cablaggio delle postazioni monitorate, il trasferimento di pazienti da spostare in barella, il rifornimento di ossigeno, che avrebbe richiesto la presenza di cisterne sotto bordo. I tempi si sarebbero allungati e si andava oltre il budget di 12 milioni.
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