LA SVOLTA
ANCONA Non solo 100 posti letto di terapia intensiva da realizzare

Giovedì 26 Marzo 2020
LA SVOLTA
ANCONA Non solo 100 posti letto di terapia intensiva da realizzare al Palaindoor di Ancona, sede preferita in extremis per motivi tecnici alla nave traghetto messa a disposizione dall'armatore dorico Alberto Rossi. Ma altri dieci da ricavare in un ospedale da campo da installare in appena tre giorni vicino all'ospedale regionale di Torrette, gestito da personale sanitario cinese già in prima linea nell'epicentro del terremoto Coronavirus che adesso fa tremare mezzo mondo. Sarà allestito probabilmente nel piccolo campo sportivo vicino alla cittadella sanitaria di Torrette e ci lavoreranno 50 medici, 80 infermieri e 30 tecnici tutti provenienti dalla Cina. «Si tratta di tutti sanitari esperti - annunciava ieri da Roma il capo delle emergenze della Protezione Civile Luigi D'Angelo - che hanno lavorato a Wuhan e che potranno portare un'esperienza importante». Sarà un ospedale di terzo livello, dotato di 10 posti letto di terapia intensiva. Era stato lo stesso governatore Ceriscioli ieri mattina a chiedere al capo della Protezione Civile nazionale Angelo Borrelli di sbloccare la partenza della missione del Medical team di Shanghai di Emergency, che peraltro ha rapporti di lunga data con l'ospedale regionale di Torrette di Ancona, in cui vengono a formarsi i medici cinesi. Mentre gli ospedali marchigiani sono ormai da giorni al limite di sopportazione (1.086 ricoverati, 186 dei quali in terapia intensiva), Regione Marche e Protezione Civile approntano strutture sanitarie straordinarie per reggere al picco dell'epidemia che dovrebbe arrivare, come un'onda di piena, tra 7-10 giorni. C'è davvero poco tempo e le due buone notizie arrivano quasi in simultanea, in un pomeriggio segnato ancora dall'allungarsi dell'elenco delle vittime: ieri altre 23, per un totale di 310 morti per Covid-19.
La protezione civile
«Oggi è stata una giornata molto importante - è l'annuncio del presidente della Regione Marche Ceriscioli all'ora di cena - sul fronte delle dotazioni sanitarie a cui stiamo lavorando ormai da giorni». Lo staff di Guido Bertolaso, l'ex numero uno della Protezione civile a cui la Regione s'è affidata per allestire in tempi record un ospedale supplementare per i pazienti più gravi, aveva appena comunicato al governatore che la nuova struttura dedicata ai 100 posti letto di terapia intensiva sarà realizzata al Palaindoor di Ancona. In mattinata pareva ancora preferita l'ipotesi di realizzare una nave ospedale a bordo del traghetto Af Claudia di Alberto Rossi, che con i suoi 6.500 metri quadrati distribuiti su sette forniva spazi adatti all'emergenza. Ma le ultime verifiche hanno poi fatto emergere parecchie controindicazioni. Un maxi reparto di Rianimazione a bordo della nave avrebbe anzitutto richiesto più personale sanitario, rispetto a una struttura allestita in un'area unica. Poi la nave Af Claudia aveva bisogno di una sostanziosa revisione, con impianti elettrici dedicati, adatti al tipo di strumentazioni delle Terapie intensive, un sistema di trattamento dell'aria certificato per il bio-contenimento. E poi bisognava compartimentare la zona della nave destinata ai pazienti. Altri problemi riguardavano il cablaggio delle postazioni monitorate, il trasferimento di pazienti in barella, il rifornimento di ossigeno con cisterne sotto bordo. Troppo complicato. I tempi si sarebbero allungati e non ci si stava più con il budget previsto in Regione, 12 milioni. Senza considerare che la nave era messa a disposizione gratuitamente da Alberto Rossi per i primi 20 giorni (con una generosa donazione personale di mezzo milione, visto che il costo giornaliero è di 25mila euro) ma poi nel perdurare dell'emergenza l'ospedale galleggiante avrebbe richiesto altre risorse finanziarie.
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