IL CASO
ANCONA In rapida successione, dopo la rogna tamponi per i marchigiani

Venerdì 14 Agosto 2020
IL CASO
ANCONA In rapida successione, dopo la rogna tamponi per i marchigiani in vacanza nelle zone a rischio, il governatore Ceriscioli si è trovato a dover decidere sul weekend più infuocato dell'estate. Anche questa una bella bega da risolvere, dovendo stare in equilibrio tra la necessità di non sconquassare ulteriormente l'economia del divertimento marchigiano e l'assoluta urgenza di scongiurare nuovi possibili contagi da contatto.
La decisione
Così il giovedì mattina del presidente della Regione è iniziato con una domanda che avrebbe indicato la strada da seguire: «Quanti casi positivi sono stati causati da contatti nei locali adibiti al ballo?». Risposta: zero, secondo i dati arrivati negli uffici competenti. Nel pomeriggio la firma del decreto che ha messo fine all'incertezza e ha fatto tirare un sospiro di sollievo agli imprenditori del divertimento. Le discoteche all'aperto ed i locali assimilabili potranno continuare l'attività, ma andranno rispettate rigorosamente le norme già contenute nel decreto firmato da Ceriscioli il 15 giugno scorso e ieri ribadite a caratteri cubitali. Anche perché si rischia grosso. Il governo ha lasciato alle Regioni la decisione finale sull'opportunità o meno di lasciare le maglie larghe alla movida con tutte le restrizioni del caso, ma se i contagi dovessero subire un'impennata la soluzione sarebbe una sola: chiudere nuovamente i locali.
Il provvedimento
Dunque occhio a sgarrare e a leggere bene il decreto, che sostanzialmente ripercorre quello di due mesi fa. Permesse solo le discoteche ed i balli all'esterno, massimo rigore all'ingresso dei locali per evitare assembramenti, mantenere le distanze di un metro e di almeno due metri nella pista da ballo. Le mascherine sono obbligatorie nel caso in cui non si possano rispettare i distanziamenti previsti, no alle consumazioni al banco, file composte e ben contingentate per le ordinazioni, fondamentale la presenza di addetti alla sicurezza che garantiscano il rispetto delle norme. Nel frattempo però Matteo Ricci, sindaco di Pesaro ex zona rossa delle Marche, ha emanato un'ordinanza per Ferragosto che impone l'uso della mascherina nei posti affollati, vieta balli, pubblici spettacoli e animazione fatta eccezione per intrattenimenti musicali (musica d'ascolto) con pubblico seduto e distanziato. «Deve essere una giornata prudente, senza aggregazioni e nel rispetto delle regole - dice il sindaco Ricci -. Sappiamo che è un anno in cui non si può fare festa, torneremo a farlo quando il virus sarà sconfitto».
Il pugno di ferro
Anche a San Benedetto il sindaco Pasqualino Piunti ci va con i piedi di piombo. «Dopo essere stati una città che è riuscita a contenere l'epidemia da Covid in maniera eccellente - dice - adesso registriamo l'avanzata dei casi da rientro dalle vacanze. Quindi ho avvertito tutti i titolari di stabilimenti e locali: se non si applicano le regole alla lettera ci metto un attimo a far chiudere». Massima attenzione, nel periodo più difficile da gestire e dove il Coronavirus potrebbe nuovamente trovare terreno fertile per i contagi.
Maria Teresa Bianciardi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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