Adriatica, treni più veloci Dieci anni fa il progetto i primi lavori sono partiti

Sabato 15 Agosto 2020
Eppur si muove. Tra tante incompiute che hanno costretto le Marche all'isolamento ancor più paradossale se si considera la posizione baricentrica a livello geografico , c'è un'opera infrastrutturale che è già partita da circa due anni e sta procedendo secondo road map, almeno per ora. Si tratta della velocizzazione della linea ferroviaria Adriatica, quella che da Bologna corre fino a Lecce. In media, i treni raggiungono i 160-180 km orari su quei binari, ma in alcuni tratti è stato centrato l'agognato obiettivo dei 200 km/h. Non un'Alta Velocità, badate bene - che porterebbe la velocità a 250 km/h, impossibile da raggiungere nel tracciato esistente - bensì un'accelerazione che, quando completata, permetterà di raggiungere Lecce da Bologna, e viceversa, con un'ora di anticipo.
Gli step
Gli interventi, realizzati per fasi funzionali, sono iniziati da circa due anni e, secondo i piani di Rfi, le attivazioni saranno fatte tra il 2021 ed il 2026. Si tratta di «interventi infrastrutturali e tecnologici che consentiranno di portare progressivi benefici sulle prestazioni della linea e sulla sua affidabilità, con positive ricadute sulla sicurezza, regolarità e qualità dell'esercizio ferroviario», la nota asettica di Rfi. Nello specifico, si parla di adeguamento del tracciato e della sede dove sono binari, rettifica dei binari, allargamento delle curve per consentire l'aumento della velocità e relativa modifica della linea elettrica sopra i binari, adeguamento degli impianti di sicurezza e segnalamento, modifica della segnaletica in stazione e lungo la linea secondo i nuovi standard, adeguamento delle sottostazioni elettriche per l'aumentata necessità di energia elettrica, ed adeguamento dei marciapiedi in stazione. Il progetto del completamento della velocizzazione era inserito nel piano industriale 2019-2023 di Rfi. Nelle Marche, la velocità è già stata portata a 200 km/h tra Pesaro e Fano, Fano e Senigallia, Senigallia e Falconara, a cui si aggiunge anche il tratto romagnolo Rimini e Cattolica, rilevante anche per la nostra regione. La prima fase dei lavori ha previsto, per ora, solo la velocizzazione dei tratti tra le stazioni (fermandola un chilometro prima ed uno dopo), escludendo gli interventi su queste ultime che richiedono impegni ed opere più consistenti.
Gli ostacoli
Il valore totale del finanziamento è pari a 350milioni di euro di cui, a sud delle Marche, ne vengono stanziati 270 per il potenziamento tecnologico delle tratte Pescara-Termoli e Termoli-Foggia-Bari-Brindisi. Uno degli ostacoli maggiori piazzati lungo la linea Adriatica era costituito dal cosiddetto collo di bottiglia rappresentato dalle dimensioni della galleria ferroviaria di Cattolica, situata tra Pesaro e la città romagnola. Con oltre 40 milioni di euro di investimento, Rfi ha portato a termine, nel 2017, il suo adeguamento, rendendola adatta al transito dei grandi container (High Cube) e rispondendo così alle necessità delle imprese di trasporto. Lunga 1.108 metri, l'opera ha reso possibile il passaggio dei trasporti combinati classificati P/C 80 da Bologna ad Ancona, offrendo possibilità di sviluppo ai porti e agli interporti del territorio ed alle Marche di essere proiettate verso il Nord Europa. Ora, contando sul fatto che da qui al 2026 i finanziamenti continuino a riempire la cassa di Rfi affinché completi i lavori, gli step successivi della road map riguardano i tratti più delicati, ovvero quelli nei pressi di città quali Pesaro, Fano e Loreto: in quest'ultima, addirittura, la stazione è in curva, rendendo l'opera ancor più complessa ma comunque non impossibile.
Come procede
Il progetto della velocizzazione dell'Adriatica è stato partorito poco meno di una decina di anni fa e, man mano che viene finanziato, va avanti: nel caso in alcuni tratti fosse troppo complicato da portare a casa, la velocità a 200 km/h potrebbe riguardare l'80-90% della linea. In ogni caso, un bel upgrade rispetto alla condizione attuale.
Martina Marinangeli
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