Manovra, spunta il bonus per i lavoratori "poveri". Braccio di ferro sul ticket

Spunta il bonus per i lavoratori "poveri", braccio di ferro sul ticket
di Roberta Amoruso
Un assegno per i lavoratori con la busta paga più leggera di tutti, i cosiddetti «incapienti», quelli più poveri che però non beneficiano di detrazioni, esclusi anche dal bonus Renzi e che solo in minima parte possono bussare al reddito di cittadinanza. Nel cantiere della Legge di Bilancio spunta a sorpresa un nuovo bonus per i lavoratori che guadagnano meno, per lo più giovani, a cui sarebbero destinate tutte le risorse previste nel 2020 per il taglio del cuneo fiscale ai lavoratori dipendenti: un assegno rotondo di 400-500 euro in media all'anno da fare arrivare in busta paga a quasi 4 milioni di lavoratori con uno stipendio medio di circa 4.000 euro l'anno (fino alla soglia degli 8,200 euro). È più di una provocazione, è una proposta da portare al tavolo di governo sulla manovra quella avanzata ieri dal viceministro all'Economia Dem, Antonio Misiani.

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Certo, dovrà passare al vaglio della maggioranza, già alle prese con le polemiche sul superticket, che potrebbe non vedere di buon occhio il rinvio al 2021 del vero e proprio taglio del cuneo-fiscale. Ma «se l'obiettivo è dare un segnale forte e darlo subito», tanto vale «partire dai lavoratori che hanno più bisogno», spiega Misiani al Messaggero. «La riduzione progressiva del cuneo fiscale a partire dal 2020 è la misura più apprezzata dagli italiani. Dobbiamo iniziare a farlo il prima possibile, utilizzando tutti gli spazi di bilancio disponibili. Iniziando da chi ne ha più bisogno, quei 3 milioni e 700 mila lavoratori «incapienti» rimasti fuori dagli interventi degli ultimi anni». Sono soprattutto giovani, «spesso precari, part-time involontari, collaboratori a basso reddito, dipendenti con salari orari da sfruttamento». Destinare a loro tutti i 2,7 miliardi a disposizione, significa voler dare un primo segnale forte, già da gennaio prossimo». Le modalità tecniche sono tutte da definire. La detrazione agirebbe sotto forma di credito da incassare in sede di dichiarazione dei redditi o di conguaglio annuale da parte del sostituto d'imposta. In quest'ultimo caso, sarebbe un assegno in busta paga da parte del datore di lavoro. Non è poco. Anzi. «Significa avere l'11-12% in più in busta paga con un intervento progressivo in funzione del reddito». Le risorse sono poche? «Vorremmo fare di più.

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Ma meglio iniziare così, impegnandoci per trovare ulteriori coperture, piuttosto che rimandare tutto al 2021, come suggerisce qualcuno», dice il viceministro, riferendosi forse ai renziani. «Ci aiutino a trovare ulteriori fondi. Saremo felici di discuterne, con lo spirito costruttivo di sempre». Se poi nel 2021, ci saranno nuove risorse e buone sorprese dalla lotta all'evasione, si può entrare davvero nel vivo del taglio del cuneo per Misiani: «Dovremmo parlarne anche con le parti sociali, ma il prossimo passo può essere quello di estendere il taglio del cuneo alla fascia di lavoratori già beneficiari del bonus 80 euro (fino a 26.000 euro di reddito, ndr), per poi passare al ceto medio».

I TEMPI
Il cantiere della legge di bilancio entrerà nel vivo proprio questa settimana: entro il 15 ottobre il governo invierà a Bruxelles il draft budgetary plan e sulla carta deve presentare le misure al Parlamento entro il 20. Le risorse a disposizione sono poche e ancora si limano le misure per definire i 7 miliardi che, stando alla nota di aggiornamento al Def, devono arrivare dalla caccia all'evasione. Fondi scarsi da confrontare con le richieste dei vari ministeri. C'è l'ipotesi di abolizione del superticket, su cui ha insistito anche ieri il ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha trovato il sostegno del segretario Dem, Nicola Zingaretti, ma incontra una certa freddezza da parte di Palazzo Chigi. Conte ha fatto capire che servono interventi graduali. Ma c'è anche il fronte del family act, con tanto di restyling degli interventi in favore delle famiglie con figli. E la spinta per far decollare un'Agenzia per la lotta alla fuga dei cervelli. Oggi lo stesso Conte incontrerà anche i sindacati per la parlare di manovra. E allora anche i rappresentanti dei lavoratori avranno da dire la loro sulle misure allo studio, partendo proprio dal cuneo fiscale.

 
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Lunedì 7 Ottobre 2019, 07:54 - Ultimo aggiornamento: 07-10-2019 14:28

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