Il virologo Menzo: «Omicron ormai prevalente nelle Marche, infetta tutti». Ecco quali sono i sintomi

La vaccinazione resta lo strumento più efficace per evitare il contagio da Coronavirus e il rischio Covid
ANCONA - Professor Stefano Menzo, direttore del laboratorio di Virologia degli Ospedali riuniti di Torrette e docente di Microbiologia alla facoltà di Medicina e Chirurgia...

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ANCONA - Professor Stefano Menzo, direttore del laboratorio di Virologia degli Ospedali riuniti di Torrette e docente di Microbiologia alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Politecnica delle Marche, la variante Omicron è ormai diventata prevalente: a che percentuali siamo?


«Siamo vicini al 100% nella provincia di Ancona. In generale, tra l’80 ed il 90%. C’è ancora qualche Delta, ma ormai ha preso piede la Omicron».

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In Veneto sono stati riscontrati i primi due casi della Deltacron, ovvero un doppio contagio da Omicron e Delta. Questa versione potrebbe diventare prevalente?
«Non mi sembra stia dando grandi segni nella capacità di diffondersi, ed ormai è da un po’ di tempo che viene monitorata. Nelle Marche non sono stati rilevati casi finora».


Che differenze ci sono tra la Omicron e la Delta?
«Non è necessariamente vero, come molti stanno dicendo a sproposito, che la Omicron sia meno patogena. Dal punto di vista osservazionale risulta meno patogena, ma questo potrebbe essere legato al fatto che le infezioni avvengono in un contesto in cui ci sono più persone vaccinate e guarite. Si stringe sempre di più quella platea di persone che sono totalmente suscettibili all’infezione grave».


Omicron riesce ad infettare anche chi aveva già contratto la Delta?
«Sì, ed anche chi ha ricevuto tre dosi di vaccino, però su queste persone ben immunizzate non sembra fare grandi danni. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di pochi sintomi a carico dell’apparato respiratorio superiore, simili a quelli del raffreddore. Però tra le persone anziane o fragili, anche vaccinate, qualche infezione grave c’è. Sono casi molto rari, ma esistono».


Questa variante sembra correre più velocemente di quelle che l’hanno preceduta, è così? 
«Corre più velocemente perché riesce ad infettare anche persone con tre dosi di vaccino o che si erano già infettate con precedenti varianti ».


Cosa possiamo dire di questa fase pandemica? 
«Quello che sappiamo è che appare come una nuova epidemia di un nuovo virus. Forse colpirà tutti in noi in tempi relativamente rapidi e, una volta che tutti avremo avuto un’infezione da Omicron, saremo immunizzati meglio contro questa variante e si fermeranno i contagi. Speriamo entro la primavera». 


Se questa è l’evoluzione, dovremo aspettarci un’altra variante nel giro di qualche mese? 


«Guardando quanto successo finora, ogni sei mesi ne emerge una in grado di superare in parte le immunità delle precedenti. Ma andiamo verso una fase in cui le persone sono sempre più immunizzate, tra vaccini ed infezioni, quindi il tutto dovrebbe attenuarsi».

 

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Corriere Adriatico