Comunali 2022, affluenza in calo nel Napoletano: già eletto il primo sindaco

Comunali 2022, affluenza in calo nel Napoletano: già eletto il primo sindaco
di Francesco Gravetti
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Lunedì 13 Giugno 2022, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 21:35

Dalla fuga dalle urne di Barano d'Ischia e, a sorpresa, anche di Sant'Antimo al record di votanti di Visciano e Casamarciano: i numeri di chi è andato a votare alle elezioni comunali ieri nei tredici Comuni della provincia di Napoli fanno registrare poche sorprese e non si allontanano molto da quelli della passata tornata elettorale. In alcuni casi, anzi, la percentuale cresce. Va specificato, tuttavia, che in passato il turno elettorale si è sempre sviluppato su due giorni, mentre stavolta si poteva votare soltanto nelle giornata di ieri, dalle 7 alle 23.

La tendenza generale, dunque, resta negativa: i cittadini che decidono di votare sono sempre meno, elezione dopo elezione. L'area metropolitana di Napoli ha, comunque, già un sindaco: è Anna Amendola di Lettere, candidata unica. Con un decreto del Governo, infatti, nei Comuni sotto i 15mila abitanti, che hanno una sola lista in corsa per le elezioni, il quorum è sceso al 40% (era il 50% in passato): cifra che a Lettere è stata raggiunta già nel primo pomeriggio. 

Alle 19 di ieri, quando è stato fornito il penultimo dato ufficiale (l'ultimo è delle 23, ad urne chiuse) la media percentuale dei votanti dei 13 Comuni è del 44,97% mentre il dato precedente, allo stesso orario, era del 47,52%. Il Comune con il maggior numero di votanti è Visciano, con il 62,49% (alle precedenti elezioni aveva votato il 57,02%), mentre quello con meno affluenza è Barano d'Ischia, dove aveva votato appena il 37,44% (38,36% alle elezioni precedenti). Spicca, però, anche il dato di Sant'Antimo, se non altro perché si tratta di un centro piuttosto popoloso, con i suoi 33mila abitanti circa: alle 19 aveva votato il 39,33%, ben dieci punti sotto il dato della precedente elezione amministrativa.

A fare da controcanto a Sant'Antimo ci pensa, invece, Casamarciano: ieri alle 19 aveva votato il 59,81%, mentre l'ultima volta allo stesso orario aveva votato il 40,99 degli aventi diritto. Una controtendenza che si spiega anche col fatto che nel piccolo Comune del nolano il consiglio era stato sciolto anticipatamente a causa di una crisi politica e la campagna elettorale è stata per questo particolarmente partecipata. Tra i centri piccoli, buono anche il dato di Pimonte (57,76%) e Tufino (54,06%).

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La scarsa affluenza, invece, si registra soprattutto nelle grandi città. A Pozzuoli, per esempio, che con i suoi circa 80mila abitanti era il Comune più grande alle urne, alle 19 aveva votato solo il 40,90%. Male anche Portici, altra città popolosa: appena il 40,29% quelli che sono andati a votare.

Per i Comuni che contano più di 15mila abitanti, potrebbe esserci un ballottaggio tra due settimane, ma tre di essi sono certi di eleggere il sindaco già oggi, poiché i candidati alla carica di primo cittadino sono soltanto due. Si tratta di Somma Vesuviana, Ischia e Sant'Antimo. Della bassa affluenza di Sant'Antimo si è già detto. A Somma Vesuviana, invece, alle 19 aveva votato il 48,26 % (era stato il 46,20% cinque anni fa) e a Ischia il 46,92% (51,92% il riscontro delle precedenti elezioni comunali). 

Nei 13 Comuni, le amministrative hanno comunque fatto da traino anche alle 5 schede dei referendum: andando a spulciare i numeri dell'intera provincia di Napoli viene fuori, infatti, che gli elettori che hanno accettato di rispondere sì o no ai quesiti referendari superano il 10% e qualche volta il 20% soltanto dove si eleggeva anche il sindaco, mentre nei restanti centri le percentuali sono davvero basse, peraltro in linea con il resto della nazione. 

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