Blocco licenziamenti, il governo studia un decreto per la proroga selettiva

Venerdì 25 Giugno 2021
Blocco licenziamenti, il governo studia un decreto per la proroga selettiva
(Teleborsa) - Il governo è a lavoro su un decreto per per spostare il termine per l'invio delle cartelle esattoriali e per prolungare la Cig Covid per alcuni settori in crisi, come il tessile, legandola al blocco dei licenziamenti. In base a quanto anticipato dal Sole 24 Ore, nel provvedimento dovrebbe rientrare anche il rifinanziamento della nuova Sabatini, le cui risorse sono esaurite e lo sportello per le domande si è chiuso il 2 giugno. Per quanto riguarda i licenziamenti si sta valutando la possibilità di inserire una proroga selettiva da affiancare al prolungamento della Cassa Covid, fino alla fine di ottobre.

Il 30 giugno, infatti, scadrà il blocco per l'industria e le costruzioni. Secondo quanto si apprende da fonti governative si stanno analizzando i settori in crisi, quelli che utilizzano maggiormente la cassa, e si sta, parallelamente, guardando alle aziende più in difficoltà. Una soluzione che non sembra aver trovato l'appoggio da parte dei sindacati, contrari a garantire il blocco dei licenziamenti solo per alcuni comparti produttivi.

"No al blocco dei licenziamenti selettivo. In passato gli incentivi sono stati dati indistintamente a tutte le aziende, è corretto trattare tutti allo stesso modo, anche i lavoratori", ha dichiarato ai microfoni di RaiNews 24 il leader della Uil, Pierpaolo Bombardieri. "I licenziamenti selettivi costituirebbero un percorso complicato. Nel lockdown i codici Ateco usati hanno dimostrato inaffidabilità. La cassa Covid è stata pagata dal programma Sure e non dalle aziende. Perché gli imprenditori si oppongono?", ha aggiunto Bombardieri. "Sarebbe molto importante fare in modo che l'utilizzo degli strumenti alternativi ai licenziamenti diventi un elemento di priorità, quindi, evitare una rottura sociale, perché vorrei far notare che non siamo ancora fuori dalla pandemia. Credo che non abbiamo bisogno oggi di ulteriori rotture sociali", ha sottolineato invece il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

Secondo le stime del Corriere della Sera, il provvedimento allo studio del governo avrebbe un valore di 3 miliardi di euro e dovrebbe arrivare all'inizio della prossima settimana per evitare che il primo luglio ripartano licenziamenti e cartelle.













Il provvedimento, il cui valore sarebbe inferiore a 3 miliardi, dovrebbe arrivare all'inizio della prossima settimana per evitare che il primo luglio ripartano licenziamenti e cartelle. © RIPRODUZIONE RISERVATA