Urbania, il sindaco racconta contagio e guarigione: «Tampone fatto per testardaggine: ero positivo, avrei infettato tutti»

Il sindaco di Urbania Marco Ciccolini
URBANIA  - Il sindaco di Urbania Marco Ciccolini è guarito dal Covid. Aveva reso noto in un video di essere rimasto contagiato. «Ho avuto una brutta esperienza...

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URBANIA  - Il sindaco di Urbania Marco Ciccolini è guarito dal Covid. Aveva reso noto in un video di essere rimasto contagiato. «Ho avuto una brutta esperienza personale, ne sono uscito bene - racconta ora - Sono a contatto ogni giorno con molta gente, per questo motivo avevo già fatto un tampone rapido qualche giorno prima di stare male. Sto molto attento alla distanza, a portare la mascherina e a igienizzare le mani e ancora non ho capito come ho preso il Covid».

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«Mi sono isolato subito appena ho iniziato a stare male e per questa ragione i miei figli Enea e Olimpia e mia moglie Lucia non sono stati contagiati. Ho iniziato ad avere dolori intensi su tutto il corpo, ma i sanitari non ritenevano che solo con quei sintomi potessi essere positivo. In accordo con il mio medico, non passando i dolori, mi sono recato al polo diagnostico di Urbino, al centro commerciale a fare un tampone rapido. Il molecolare ha confermato, due giorni dopo, la positività. Sono stato solo per circa un mese: Natale, l’ultimo dell’anno e la Befana. Insomma tutte le feste a casa da solo, perchè la famiglia si era intanto trasferita in un altro appartamento. A parte i primi 5 giorni dove sono stato male, poi tutto è passato, ma un periodo di isolamento cosi lungo non è facile». A cosa pensava durante la malattia? «Ho riflettuto molto: corriamo sempre, lavoriamo senza fermarci un attimo, senza pensare. Bisogna dedicare più tempo ai nostri affetti e alle nostre piccole cose. Abbiamo la fortuna di vivere in luoghi bellissimi, sfruttiamo questa opportunità».

Considerazioni sulla sua vicenda. «La mia testardaggine mi ha portato a voler fare il tampone a tutti i costi, se non l’avessi fatto e non mi fossi isolato avrei sicuramente contagiato tante persone. Tanta gente mi è stata vicina, scrivendomi messaggi. Persone anche inaspettate. I vicini di casa (Nadia è stata meravigliosa) e gli amici mi hanno preparato la cena della Vigilia, di Natale e di Capodanno. Essere Comunità vuol dire soprattutto aiutarsi a vicenda, non lasciare nessuno solo. Quando sono uscito mi hanno detto “è bello rivederti di nuovo in mezzo alla gente”. Bisogna porre molta attenzione ai nostri comportamenti quotidiani, essere scrupolosi e soprattutto responsabili». 


Futuro prossimo. «Dal 23 al 27 si svolgerà lo screening di massa su tutta la popolazione, invito i miei cittadini a recarsi al bocciodromo comunale a fare il tampone rapido, non serve la prenotazione, basta recarsi sul posto. E’ importante, dobbiamo fermare questo virus micidiale, dobbiamo rallentarlo fino a quando non si riuscirà a vaccinare la stragrande maggioranza delle persone».  Leggi l'articolo completo su
Corriere Adriatico