Maltratta la madre, ma lei reagisce: il figlio 21enne accoltellato e denunciato

Maltratta la madre, ma lei reagisce: il figlio 21enne accoltellato e denunciato
FANO - Si prende una coltellata dalla madre, è lui a finire a processo. È il singolare caso di una famiglia di origini rumene residente a Fano. Il figlio, 21 anni,...

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FANO - Si prende una coltellata dalla madre, è lui a finire a processo. È il singolare caso di una famiglia di origini rumene residente a Fano. Il figlio, 21 anni, è finito davanti al giudice monocratico con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Secondo la tesi accusatoria il giovane avrebbe insultato ripetute volte la madre. Una tensione crescente, condita da parole come «deficiente» e altri appellativi come prostituta, in un linguaggio più colorito.

 

La signora, 63 anni, sarebbe stata anche minacciata di morte con un coltello. Il ragazzo l’avrebbe anche rinchiusa per ore in cucina, costringendola ad ascoltare le sue lamentele. Il tutto schiacciandole in faccia una ciabatta.

Brutti voti a scuola

Alla base di tutto una difficile situazione familiare e dei brutti voti a scuola. Una convivenza intollerabile. Ma dalle parole ai fatti il passo è stato breve, perché il 21enne viene accusato di aver colpito la madre con calci e pugni tali da provocare sanguinamenti ed ecchimosi. Infine le avrebbe anche serrato le mani al collo più volte. Tutte circostanze che avrebbero reso il rapporto familiare impossibile, un clima insostenibile. La donna è finita al pronto soccorso dove le hanno dato una prognosi di 8 giorni. Un referto che parlava di trauma cranico e facciale, contusioni agli arti e al torace. E proprio in uno di questi violenti litigi, la madre avrebbe afferrato il coltello del figlio, con una lama di 20 centimetri per colpirlo al torace. Un fatto che ha avuto una vicenda giudiziaria parallela perché il caso è stato archiviato come legittima difesa viste le percosse e i maltrattamenti subiti. Il giovane non ha fatto opposizione, nonostante il referto medico con la prognosi di oltre 10 giorni, ma quel caso si è chiuso. Oggi il 21enne era stato destinatario di una misura cautelare per la quale non poteva avvicinarsi al domicilio della madre. Misura revocata: ora vivono insieme, in una ricomposta pace familiare. Il giovane non aveva mai presentato querela né si era opposto all’archiviazione. La madre ha anche rinunciato a costituirsi parte civile. Ieri la sentenza con il ragazzo difeso dall’avvocatessa Antonella Antoniello. Il giovane è stato condannato a 2 anni e 15 giorni. La difesa è pronta a fare appello.

 

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Corriere Adriatico