Fano, sopralluogo alla briglia dopo l'alluvione: nessuna sentenza. Ancora dubbi sul tipo di intervento e la tempistica

Il punto dove si è spezzata la briglia
FANO - Effettuato nel primo pomeriggio di ieri il sopralluogo alla briglia di Cerbara, danneggiata con ogni probabilità dalla piena del fiume Metauro. Una verifica per il...

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FANO - Effettuato nel primo pomeriggio di ieri il sopralluogo alla briglia di Cerbara, danneggiata con ogni probabilità dalla piena del fiume Metauro. Una verifica per il momento interlocutoria, effettuata dai tecnici di Enel Green Power e della ditta che effettuerà l’intervento di ripristino. Li accompagnava il personale di Aset: la società per i servizi è infatti interessata agli sviluppi della vicenda, in particolare alla tempistica dei lavori che serviranno per risolvere il problema. 

 

Lo sbarramento

La briglia a Cerbara è un’opera idraulica gestita da Enel Green Power, si potrebbe definirla uno sbarramento. A monte crea un bacino con l’acqua del fiume Metauro, che alimenta la centrale idroelettrica alla Liscia attraverso il canale Albani ed è inoltre utilizzato da Aset come punto di prelievo: 50 litri al secondo servono per ricaricare la falda e mantenere bassa la concentrazione di nitrati, mentre altri 50 litri sono da potabilizzare. Il crollo che ha interessato parte della briglia, dai 20 ai 25 metri su una lunghezza totale di 180, ha però modificato la situazione. Il bacino non si forma più, quindi non c’è acqua per il canale Albani (la centrale idroelettrica è stata chiusa), né per il punto di prelievo Aset. 

L'entità del danno


Ora è necessario capire bene quale sia l’entità del danno e quale intervento sia da prevedere su questa opera idraulica realizzata negli anni Cinquanta del secolo scorso. Maggiore chiarezza potrà essere fatta quando caleranno il livello del fiume Metauro, al momento piuttosto alto, e la forza della corrente, ancora sostenuta. Non è da escludere che si debba ricorrere a uno sbarramento temporaneo più a monte dell’attuale briglia, per convogliare acqua verso il canale Albani mentre sono in corso i lavori di ripristino. 
Un tipo di intervento che in tutta evidenza risente di alcune incognite: le condizioni meteo e, di conseguenza, del fiume Metauro. Il tempo necessario alla conclusione dei lavori è un aspetto fondamentale per il servizio idrico di Aset. Al momento la fornitura di acqua potabile è garantita per intero dal potabilizzatore a San Francesco di Saltara, nel Comune di Colli al Metauro, ma l’approssimarsi della stagione calda porterà a un fisiologico aumento dei consumi, che finora è stato compensato con la riserva d’acqua prelevata a Cerbara. Se il ripristino dovesse protrarsi, Aset dovrebbe individuare un’alternativa: prima sarà chiaro che cosa bisogna aspettarsi, meglio sarà. Il crollo riguardante parte della briglia è avvenuto venerdì scorso, un paio di giorni dopo l’ondata di maltempo che ha imperversato sulla nostra provincia e, in modo ben più disastroso, sulla vicina Romagna. 


I residui del maltempo


In questi giorni si sta intanto eliminando parte dei danni alla costa. Ieri i mezzi e il personale di Aset hanno rimosso a Sassonia il tappeto di tronchi, rami e ramaglie formatosi sulla spiaggia a causa della violenta mareggiata. Iniziata la posa dell’attesa scogliera davanti a Bagni Carlo, che impedirà il ripetersi di altri fenomeni erosivi. Oggi stesso dovrebbe essere stesa la ghiaia della ricarica stagionale (il materiale era già stato preparato) per ricostituire la spiaggia in vista del ponte festivo del 2 Giugno.  Leggi l'articolo completo su
Corriere Adriatico