Il centrodestra torna compatto Parcaroli: «Cambiamo la storia»

Il centrodestra torna compatto Parcaroli: «Cambiamo la storia»
LA POLITICAMACERATA C'era grande aspettativa per la presentazione della candidatura di Sandro Parcaroli e lo si è visto subito dai volti e dal numero dei presenti. Circa 150 i...

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LA POLITICA
MACERATA C'era grande aspettativa per la presentazione della candidatura di Sandro Parcaroli e lo si è visto subito dai volti e dal numero dei presenti. Circa 150 i presenti e la prima cosa ben chiara è che c'erano tutti i protagonisti degli ultimi venti anni di centrodestra in città e in provincia. Operazione che una settimana fa pareva impossibile. Poi sono intervenuti il commissario regionale della Lega Riccardo Marchetti, che ha sottolineato la ritrovata unità dopo 20 anni del centrodestra, e il candidato governatore Francesco Acquaroli.

L'intervento
Poi ha preso la parola, nel cortile del palazzo settecentesco che ospita anche il suo ristorante, Sandro Parcaroli. Ed il feeling è stato immediato, applausi e commozione che si sono alternati più volte. Parcaroli si è raccontato, senza nascondere l'emozione, ha spiegato il motivo della discesa in campo, ha rivelato quali saranno, se eletto, le linee guida del suo agire da sindaco. «Qualcuno ha esordito Parcaroli - mi ha chiesto perché, con un'azienda che ha oltre 200 collaboratori dipendenti, dopo aver conseguito tanti successi professionali e ottenuto quasi tutto sul piano economico-finanziario, io abbia accettato di impegnarmi in politica. L'ho fatto per gratitudine. Proprio perché ho ricevuto tanto da questa città e dal suo territorio, sento il bisogno di restituirle quello che mi ha dato, ritenendolo un fatto morale». La risposta a chi lo ha accusato di non essere un maceratese: «Macerata è una città bellissima, con un grande potenziale. La mia azienda risiede qui, i miei figli, i miei nipoti vivono qui. Quando ho deciso di avviare un'attività di ristorazione avrei potuto farlo ovunque, ma l'ho fatto qui, sfidando la sorte di un centro storico che perde attività commerciali e appeal ogni giorno, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti».
La decisione
«Da due anni, ho deciso di essere al fianco della Montalbano Volley, scommettendo sul fatto che Macerata potesse tornare alla massima serie della pallavolo, riempiendo il vuoto lasciato dalla Lube quando, in seguito a disaccordi con l'amministrazione comunale, decise di trasferirsi a Civitanova - ha proseguito Parcaroli -. Abbiamo anche deciso di essere sponsor della locale società di rugby. Sono tra i più attivi mecenati dello Sferisterio. Nel 2004 mi sono trasferito da Macerata a Castelraimondo. Volevo vivere in campagna e ristrutturare una vecchia casa di famiglia. Chiarisco subito che avrei potuto trasferire nuovamente qui la residenza, visto che di fatto ci vivo, ma non l'ho fatto. Dopo il terremoto del 2016 l'entroterra ha perso tutto e Castelraimondo, insieme a Camerino, hanno subito i danni più ingenti. Mantenere la residenza lì è un atto di generosità, cui non intendo venir meno. Dico sempre a tutti che ho scelto Macerata, come ho scelto mia moglie, non sono nato con lei, l'ho scelta e sposata perché l'amo, così come ho scelto Macerata perché l'amo. Io ho scelto voi molto prima che voi sceglieste me».
Il messaggio

«Il tempo a disposizione è poco - ha concluso -, ma la voglia di cambiamento è tanta. So che qualcuno pensa che il mio collega candidato della sinistra sia già in campagna elettorale da tempo e che recuperare lo svantaggio temporale sia impossibile, ma voglio invitarvi a considerare un aspetto focale. Io non devo spiegare nulla, lui sì! Deve spiegare gli ultimi anni di scelte politiche, le stesse che hanno portato a ciò che vediamo. Il passato non tradisce, il passato insegna ed è lì per essere giudicato. Io posso solo parlarvi di futuro e farvi essere protagonisti di un progetto che cambierà la storia di questa città. Due mesi saranno sufficienti a mostrarvi che Macerata ce la farà».
Luca Patrassi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Corriere Adriatico