Più servizi per contrastare l'abbandono delle aree interne

Più servizi per contrastare l'abbandono delle aree interne
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ANCONA - Contrastare l'abbandono delle aree interne attraverso l'implementazione dei servizi. È l'obiettivo della Strategia nazionale per le aree interne, che riguarda tutta l'Italia, ma che trova nelle Marche «una stretta correlazione con le politiche regionali di valorizzazione dell'entroterra attivate con il modello policentristico». Lo dice l'assessore alle Politiche comunitarie Paola Giorgi, annunciando che «siamo la terza regione ad aver completato l'iter istruttorio e possiamo aspirare a poter beneficiare non solo dei primi 3,8 milioni che lo Stata destina a ogni area pilota individuata a livello regionale, ma concorrere anche all'assegnazione di ulteriori risorse».




La Strategia nasce dal Documento Barca del 2012, che mette a disposizione risorse nazionali ed europee. «La legge di Stabilità 2014 stanzia risorse pari a 3,8 milioni di euro per una area pilota in ogni Regione. Anche nell'ambito dell'accordo di partenariato definito dal Governo nazionale con l'Unione europea - ricorda la Giorgi - quello delle aree interne è un tema prioritario. Lo è anche per la Regione che, nell'ambito della propria programmazione dei fondi Ue ha previsto specifiche risorse per la strategia delle aree interne. Una caratteristica della strategia è la governance multilivello che vede coinvolti Ue, Stato, Regioni, Comuni». I Comuni sono chiamati a intraprendere percorsi obbligati di aggregazione di servizi per poter accedere alle risorse in campo e questo - secondo la Giorgi - «è un elemento istituzionalmente e culturalmente forte che mette in campo la strategia». L'assessore ha ripercorso le tappe che hanno portato all'individuazione delle aree: «partendo da indicatori e criteri stabiliti ministerialmente, le aree hanno presentato le proprie candidature e, nelle Marche, sono tre le aree individuate per la strategia. Dieci i Comuni coinvolti nel Pesarese e Anconetano, 19 nel Maceratese e 15 nell'Ascolano-Fermano. Lo sforzo è stato quello di condividere obbiettivi e progetti, da realizzare a livello comprensoriale, nei settori dei trasporti, della sanità, dell'istruzione e dell'implementazione economica, anche attraverso la realizzazione delle reti immateriali, tema su cui la Regione sta già conducendo un importante piano di sviluppo. Sono settori essenziali per rilanciare e valorizzare le aree interne. Progetti - insiste - sostenuti con le risorse nazionali, regionali e della programmazione europea. Partiamo dalla dotazione dei 3,8 milioni, ai quali si aggiungeranno le risorse dei fondi strutturali e di investimento (Fesr, Fse, Feasr) della nuova programmazione europea. Le prime indicazioni che vengono dal territorio segnalano una prevalenza di progetti orientati alla crescita del turismo ambientale e culturale come leva dello sviluppo locale delle aree interne marchigiane. A sostegno delle attività di progettazione, l'assessorato alle Politiche Comunitaria ha attivato una procedura di evidenza pubblica per individuare professionisti da mettere a disposizione di ogni area». La Giorgi ha ricordato che la delegazione ministeriale, guidata dal Fabrizio Barca, responsabile nazionale Strategia aree interne, ha effettuato una visita istruttoria di due giorni nelle Marche direttamente nelle tre aree interessate e indicato le prossime tappe: «andrà selezionata l'Area pilota delle Marche che potrà beneficiari dei primi 3,8 milioni statali disponibili e individuare subito anche la seconda area pronta. Un percorso complesso e affascinante che impegnerà la programmazione nazionale e regionale per i prossimi anni, ma che trova le Marche già all'avanguardia».



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