Appignano, perse 100mila euro in Banca Marche: collegio gliene riconosce 80mila

Appignano, perse 100mila euro in Banca Marche: collegio gliene riconosce 80mila
APPIGNANO - Perde 100mila euro in obbligazioni subordinate, ne recupera 80mila. Per il collegio arbitrale l’investitore non sarebbe stato informato correttamente. Nei giorni...

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APPIGNANO - Perde 100mila euro in obbligazioni subordinate, ne recupera 80mila. Per il collegio arbitrale l’investitore non sarebbe stato informato correttamente. Nei giorni scorsi l’uomo, un imprenditore di 60 anni di Appignano ha incassato l’intera cifra a ristoro delle perdite avute a seguito del fallimento di Banca delle Marche. Prima del 2007 infatti, l’imprenditore aveva acquistato nella filiale di Appignano di Banca delle Marche obbligazioni subordinate per un valore complessivo di 100.000 euro. Con il fallimento dell’istituto di credito il sessantenne aveva perso tutti i soldi investiti e per riottenerli si era rivolto alla Federconsumatori di Macerata. L’associazione aveva quindi coinvolto nella questione l’avvocato Esildo Candria e, per suo tramite, aveva presentato un ricorso all’Autorità nazionale anticorruzione presieduta dal magistrato Raffaele Cantone.

  
Nel documento era stata lamentata la mancata corretta informativa sulla natura e sulle caratteristiche delle obbligazioni subordinate, tant’è che l’imprenditore era convinto di acquistare obbligazioni ordinarie senza rischi, e la mancata corretta valutazione dell’appropriatezza dell’investimento. Il ricorso è stato vagliato da un collegio arbitrale presieduto proprio da Cantone e composto da altri due membri, Raffaele Squitieri designato dalla presidenza del Consiglio dei ministri e il notaio Marco Sepe, designato dal ministero dell’Economia e delle finanze. Al termine del procedimento instaurato, dopo aver valutato il ricorso presentato dall’avvocato Candria, la comunicazione inoltrata dalla banca in liquidazione e le memorie depositate dal Fondo interbancario di tutela dei depositi - quale gestore del Fondi di solidarietà istituito con la legge n.208 di dicembre 2015 -, il collegio arbitrale ha deliberato il lodo con cui ha accolto il ricorso del sessantenne di Appignano e ha riconosciuto all’imprenditore una prestazione pari a 80.000 euro che è stata successivamente pagata attingendo dal fondo di solidarietà.
 
Per il collegio, infatti, la banca ormai fallita aveva violato gli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza previsti dal Testo unico in materia di intermediazione finanziaria e dalle relative disposizioni attuative.

«La Federconsumatori – ha commentato la presidente Cristiana Tullio – continuerà a promuovere azioni legali per tutelare tutti i risparmiatori che hanno visto azzerare i loro investimenti a seguito del fallimento di Banca delle Marche. È già stata fatta un’assemblea molto partecipata il 27 novembre scorso – ha aggiunto Tullio – e altre verranno organizzate per informare ed assistere tutti i risparmiatori». Leggi l'articolo completo su
Corriere Adriatico