Macerata, night e prostituzione In quaranta ​rinviati a giudizio

Un night
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MACERATA - Ragazze da Cuba, Venezuela e Filippine in Italia per  soddisfare le voglie di clienti dalla banconota facile.  In quaranta, tra impresari, gestori di night, camerieri  e reclutatori sono stati rinviati a giudizio. Le accuse  contestate a vario titolo vanno dall'associazione per  delinquere finalizzata a favorire l'ingresso irregolare  di cittadine extracomunitarie provenienti in particolar  modo dal Sud America allo sfruttamento della  prostituzione utilizzando documenti ottenuti  illegalmente. Ieri il procedimento nato da una maxi  operazione condotta dai carabinieri del Comando  provinciale de L'Aquila, in collaborazione con i Comandi  provinciali di Macerata, Ascoli, Perugia, Teramo e  Terni, è finito davanti al Gup del Tribunale aquilano  che ha rinviato a giudizio tutti gli imputati. I fatti  contestati sarebbero avvenuti tra Marche, Abruzzo, Lazio  e Umbria nel 2010.  Secondo la ricostruzione effettuata dalla Procura  abruzzese il sodalizio, composto da quattro impresari  artistici e nove gestori di locali notturni, avrebbe  impiegato le ragazze in night club per svolgere tournèe  di ballo in Italia. In realtà le ragazze sarebbero state  impiegate per intrattenere i clienti, prestandosi in  diversi casi anche a consumare incontri sessuali sia  dentro sia fuori dei locali. Tra gli imputati diversi  sono delle Marche (Tolentino, San Ginesio, Appignano,  Macerata, Pollenza, Morrovalle, Corridonia,  Montecassiano, Civitanova, Recanati, Porto Recanati, San  Benedetto, Grottammare, Ancona e Loreto). Tutti  respingono gli addebiti contestati. Gli imputati sono  difesi, tra gli altri, dagli avvocati Simone Santoro,  Mauro Chiariotti, Guglielmo De Luca, Giancarlo  Giulianelli, Stefano Migliorelli e Sante Monti. 
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Corriere Adriatico