Fiamme in un appartamento vicino al centro storico, muore a 56 anni intossicato dal fumo

L'intervento dei vigili del fuoco
FERMO - Il cortocircuito della stufetta elettrica che stava usando per scaldarsi. Il divano in similpelle su cui era seduto che prende fuoco. Il fumo nero che, in pochi attimi,...

OFFERTA SPECIALE

2 ANNI
99,98€
40€
Per 2 anni
ATTIVA SUBITO
OFFERTA MIGLIORE
ANNUALE
49,99€
19€
Per 1 anno
ATTIVA SUBITO
 
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
ATTIVA SUBITO

OFFERTA SPECIALE

OFFERTA SPECIALE
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
ATTIVA SUBITO
 
ANNUALE
49,99€
11,99€
Per 1 anno
ATTIVA SUBITO
2 ANNI
99,98€
29€
Per 2 anni
ATTIVA SUBITO
OFFERTA SPECIALE

Tutto il sito - Mese

6,99€ 1 € al mese x 12 mesi

Poi solo 4,99€ invece di 6,99€/mese

oppure
1€ al mese per 3 mesi

Tutto il sito - Anno

79,99€ 9,99 € per 1 anno

Poi solo 49,99€ invece di 79,99€/anno

FERMO - Il cortocircuito della stufetta elettrica che stava usando per scaldarsi. Il divano in similpelle su cui era seduto che prende fuoco. Il fumo nero che, in pochi attimi, riempie la stanza e non gli dà scampo. Sarebbe morto così Stefano Baldoni, il 56enne deceduto stamattina nella sua casa di vicolo Chiuso XII, a Fermo. Ad allertare i vigili del fuoco, arrivati a sirene spiegate, un vicino della vittima, che aveva notato il fumo uscire dalle persiane chiuse al primo piano.

Erano da poco passate le 8 quando due camionette dei pompieri si sono fermate all'inizio di via Monteverde, all'incrocio con viale XX Settembre. Quando i vigili del fuoco sono entrati nella casa, l'uomo era già morto. Il corpo esanime era steso a terra, immerso nel fumo che aveva pervaso l'abitazione. Le fiamme, invece, erano circoscritte alla stanza della tragedia. Sul posto, poco dopo, sono arrivate le volanti di Polizia, Scientifica e Municipale e il medico legale che ha constatato il decesso. L'uomo era originario di Busto Arsizio. Da non molto s'era trasferita a Fermo, in quella casa di proprietà in cui viveva da solo. Sarà l'autopsia a stabilire le cause della morte.

 

Leggi l'articolo completo su
Corriere Adriatico