Per parcheggiare bene bastano 12 neuroni: studio con una auto-robot

Per parcheggiare bene bastano 12 neuroni: lo studio con una auto-robot
Bastano 12 neuroni per parcheggiare un'automobile: lo dimostra un esperimento dell'Università della Tecnologia di Vienna, in collaborazione con il Massachusetts...

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Bastano 12 neuroni per parcheggiare un'automobile: lo dimostra un esperimento dell'Università della Tecnologia di Vienna, in collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology (Mit), basato sull'intelligenza artificiale, in cui il circuito nervoso ha preso ispirazione da quello del verme più studiato dai genetisti, Caenorhabditis elegans, per controllare una piccola auto robot.


Lo studio, presentato alla conferenza TEDx a Vienna il 20 ottobre, indica che le forme di intelligenza artificiale basate su architetture più simili a quelle del cervello possono essere molto più efficienti di quanto si pensasse. Per dimostrare la versatilità del nuovo approccio, i ricercatori hanno simulato su un computer e allenato un piccolo circuito nervoso: «Abbiamo riprogrammato il circuito neurale del sistema nervoso del verme C. elegans che controlla il suo movimento», spiega Mathias Lechner, uno degli autori dello studio. Il successo è stato netto: la rete composta da soli 12 neuroni è riuscita a portare a termine diversi compiti complessi, come manovrare una piccola auto robot lungo un percorso predefinito e parcheggiarla.

«Abbiamo dimostrato che la nostra rete neurale funziona sia in ambienti simulati che reali», aggiunge Ramin Hasani, un altro dei ricercatori. Il nuovo approccio presenta anche un altro vantaggio: permette di comprendere molto meglio il funzionamento dei circuiti nervosi. Infatti normalmente le reti utilizzate per l'intelligenza artificiale sono formate da migliaia di nodi, quindi risultano così complesse da essere considerate una sorta di «scatola nera» i cui meccanismi interni rimangono misteriosi. Invece il circuito di 12 neuroni, piccolo ma potente, risulta molto più semplice da analizzare, almeno in parte. 
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Corriere Adriatico