San Benedetto, commozione al funerale di Shindler (ultimo reduce dello sbarco di Anzio): «Tu sei stato il nostro ambasciatore permanente»

Il primo da destra l'ambasciatore britannico Edward Llewellyn
SAN BENEDETTO - «Sei stato tu più di me un ambasciatore permanente tra la Gran Bretagna e l’Italia, per tutta la tua vita». Edward Llewellyn, ambasciatore...

OFFERTA SPECIALE

2 ANNI
99,98€
40€
Per 2 anni
ATTIVA SUBITO
OFFERTA MIGLIORE
ANNUALE
49,99€
19€
Per 1 anno
ATTIVA SUBITO
 
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
ATTIVA SUBITO

OFFERTA SPECIALE

OFFERTA SPECIALE
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
ATTIVA SUBITO
 
ANNUALE
49,99€
11,99€
Per 1 anno
ATTIVA SUBITO
2 ANNI
99,98€
29€
Per 2 anni
ATTIVA SUBITO
OFFERTA SPECIALE

Tutto il sito - Mese

6,99€ 1 € al mese x 12 mesi

Poi solo 4,99€ invece di 6,99€/mese

oppure
1€ al mese per 3 mesi

Tutto il sito - Anno

79,99€ 9,99 € per 1 anno

Poi solo 49,99€ invece di 79,99€/anno
SAN BENEDETTO - «Sei stato tu più di me un ambasciatore permanente tra la Gran Bretagna e l’Italia, per tutta la tua vita». Edward Llewellyn, ambasciatore di Sua Maestà Britannica a Roma, non ha fatto un discorso di circostanza ieri al termine del funerale di Harry Shindler - morto lunedì sera a quasi 102 anni nella sua casa di Porto d’Ascoli - ma si è lasciato andare a un racconto sentito, appassionato nel quale ha reso omaggio a questo «partigiano, soldato, gentlmen» al quale aveva telefonato solo qualche giorno fa. 

Gli ha reso omaggio per aver fatto molto per i suoi concittadini all’estero vista la legge che ha recentemente fatto approvare per permettere il loro voto all’estero. E per l’opera di educazione alla legalità e alla democrazia per la quale Harry si è speso nelle scuole. Prima della cremazione e dell’ultimo viaggio verso Roma, un commovente ricordo interrotto dalle lacrime l’ha voluto lasciare anche uno dei tre nipoti, Marco, a nome del padre, Maurizio e dei suoi fratelli «un nonno fantastico». Quindi all’ambone è intervenuto anche Marco Patucchi, il giornalista che ha scritto con Harry il libro “La mia guerra non è finita”.

Gli eroi non muoiono mai

 

«Gli eroi non muoiono mai» ha detto - e poi rivolto all’ambasciatore, gli ha ricordato come il “Cacciatore di ricordi” stesse lavorando non solo a un altro libro ma all’ulteriore battaglia per riportare il suo Paese in Europa. «E ci sarebbe riuscito» ha incalzato. E invece Harry se ne è andato prima. Ieri a salutarlo c’erano anche rappresentanze dell’Anpi che hanno valorizzato la sua battaglia per la pace, anche di recente, e il dolore per la mancanza che sentiranno a Roma, il prossimo 4 giugno, quando nel festeggiare la liberazione delle capitale Harry non ci sarà anche se non vedeva l’ora di farlo. E poi tra i banchi tanti militari per lui che era anche Member of the British Empire. In prima fila pure il vicesindaco Antonio Capriotti in rappresentanza di San Benedetto - Harry era cittadino onorario dal 2012 - che però si è presentata senza il proprio gonfalone al contrario di Anzio e Ascoli Piceno dove Harry era stato soldato e aveva incontrato la moglie. Le esequie sono state officiate dal parroco don Gianluca nella chiesa di Cristo Re di fronte ad altri personaggi politici locali come l’ex sindaco Giovanni Gaspari e Paolo Canducci oltre a Pietro Colonnella a sugellare l’affetto e la capacità di Harry di unire non solo le nazioni ma anche i partiti nel segno della libertà e della democrazia, le sue due grandi eredità.
 

Leggi l'articolo completo su
Corriere Adriatico